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Thursday, March 31, 2005

Prolegomeni ad Hegel e al profumo della vita

Sottotitolo: “…Quella dopo…”

Polgo la balla al calzo (un saluto agli amici dislessici) di un appunto che mi ha fatto una persona per aggiungere alcune cose.

Non sono stato chiaro. Io non sono hegelista. Affatto. Non tengo, né voglio affermare di tenere per Hegel, al contrario, lo studio fatto di questo autore non fa che farmelo odiare.
Ma questa è un'altra storia. Qualsiasi cosa può diventare negativa, se la si pone o non la si pone in un certo o in un altro modo.

Vi dirò che non sono molto soddisfatto di come a volte viene spiegata la filosofia. Forse il problema è proprio in questo. Nel tentare di spiegarla.

La filosofia, dizionario alla mano, è amore per la saggezza. La saggezza non va spiegata perché è chiara così come è, se è davvero tale.
E allora, per tutti i libelli che questo o quell'altro scrivono, ecco arrivare schiere infinite di critici, teorici, pensatori, o presunti tali, che si innamorano di quelle tesi e le analizzano, le classificano, le scarnificano.

Un vero filosofo non impone il suo pensiero. Imporre non serve a niente. Esporre, quello sì.
E poi tu, ma con la tua testa, la pensi un po' come ti pare.

Allora, loro espongono tutto quello che hanno visto, o che credono di aver visto in quel grande filosofo tedesco, o in quell'altro famoso greco, e lo defininiscono paradigma, punto di rottura, fondamento. E i lettori successivi, dietro.

Ed è così che basta che un inglese abbia un'idea, e la faccia sapere un po' in giro, e i suoi amici pensano che è fichissima e la chiamano “Il Rasoio di Ockham”. E quelli dopo, dietro. E passa alla storia.

Ed è così che quell'altro tedesco dice che bisognerebbe cambiare punto di vista, perché a guardare sempre dalla stessa angolazione, ci si fossilizza; che bisognerebbe prendere esempio da altri che l'hanno fatto, come Copernico: lui ha detto che non era il sole intorno alla Terra, ma la Terra intorno al sole. E certi lettori di Kant pensano che è un'idea fichissima, quella della Rivoluzione Copernicana, e allora la chiamano “Rivoluzione Copernicana della Filosofia”. E quelli dopo, dietro.

Ed è così che ci sono quegli altri, che dicono che quello di Hegel è giustificazionalismo (perché ai filosofi, sapete com'è, ci piace di inventare le parole, ci piace…), perché giustifica tutto. Se tutto è in relazione di causa/effetto, allora tutto è bene.
Oppure c'è chi dice che Hegel sostiene il Nazismo, chi il Socialismo.

Amici, basta ca**ate…

Basta parole che finiscono in -ismo. Rendetevene conto. Non possiamo mettere tutto nelle cartelline.
Il tizio ha detto la tal cosa. Punto.
E tu? Tu la leggi, prendi atto, e poi dici che in effetti è un discorso che fila, oppure no, non fila, oppure cheda quel che dice lui, la pensi così e colà, che è poi quello che spesso faccio io (modestamente, grazie, niente applausi).

Kant, Hegel, Schopenhauer, Nietzsche (o come cavolo si scrive)… non c'è meglio o peggio. Non c'è paradigma o non paradigma. Ognuno ha detto quel che pensava.

Loro almeno lo hanno fatto.

E così, ogni cosa fatta dall'uomo ha un perché, che è poiché, ma anche perciò.

PS: ehehehe! Le citazie dei Simpson ora ci sono! :)

Wednesday, March 30, 2005

D'oh!

Oggi non ho idea di che scrivere oltreché dovrei mettermi a studiare :)
Mentre mi faccio venire in mente qualcosa, beccatevi questi tre link di citazie dei Simpson:

Wikiquote: The Simpsons (en)
Wikiquote: I Simpson (it)
The Simpsons Quotes (en)

Intanto io cerco un sistema per metterle su 'sto sitarello :)

Tuesday, March 29, 2005

Hegel, l'ottimismo, e il profumo della vita

Chi mi conosce sa che deliro in continuazione, ma prevalentemente via email.
E soprattutto sa che via email deliro su me stesso - in quanto irreversibilmente egocentrico.
Chi ha ricevuto l'email di qui sotto, sa di averla ricevuta. Se non gradisce che il testo qui sotto (benché non abbia nulla di personale fuorché mio) qui rimanga, non esisti a farmelo sapere: verrà immediatamente cancellato.

In caso contrario, eccovelo. Magari lo troverete interessante… :)

[omissis]
Nonostante tutto, sono diventato quasi inguaribilmente ottimista.
Non sembra, eh?
Studiando Hegel. Incredibile. Magari già l'hai studiato.
Ascolta bene. Per questo pazzoide la Storia è una costante successione di
- Tesi
- Antitesi
- Sintesi
A un primo evento ne succede un secondo che inevitabilmente entra in contrasto con il primo, ma, alla fine, nessuno dei due vince, ma nasce un terzo stadio, di equilibrio, dalla fusione degli altri due, epurati delle parti più contrastanti. Un “togliere e conservare”, dicono gli studiosi di filosofia, ai quali piace tanto categorizzare ogni cosa, rendendo la filosofia un catalogo, più che una evoluzione.

E a questo punto, viene la mia personale interpretazione, che probabilmente si discosta da quel che davvero pensava quel tizio tedesco, ma non importa.
Seguimi.
Se ci pensi è vero: ogni effetto ha la sua causa, ogni reazione la sua azione, ogni fatto il suo determinante.

In termini di leggi:
“Se questo è tale, lo è perché non poteva essere altrimenti.”

Vale a dire che il “What if” è inutile e, per la maggior parte,
controproducente.
- Chissà se avessi fatto…
- Chissà se non avessi fatto…
- Chissà se le avessi detto…
- Chissà se non le avessi detto…
E elencandole capisci quanto siano domande inutili.

Se io avessi fatto un'altra scelta, NON sarei stato io a farla. Perché in quel momento, in quel determinato istante ho scelto di agire in quel modo, perché non avrei potuto non agire in quel modo. Punto.

Non esistono mondi paralleli, benché l'idea mi stuzzichi, in quanto appassionato di fantascienza, né macchine del tempo, e certo, anche se esistessero, non sarebbero come le intendiamo noi, perché, se il mondo è davvero governato da leggi per lo meno in parte imperscrutabili (e questo lo vedi da come la fisica sia un continuo ammettere che, ipotizzare di, immaginare se, per poi dire che, comunque, la legge è valida anche in circostanze diverse dal “vuoto spinto”), se le vere leggi naturali non sono davvero definibili se non con centinaia o migliaia di variabili completamente ingestibili da un umano, be', allora, un semplice osservatore nel passato o nel futuro, non farebbe inevitabilmente che alterarlo.

Pensaci: la combinazione attuale di polveri nell'aria fa sì che un bambino maschio venga concepito oggi, sì proprio oggi, da due persone da qualche parte nel mondo. Se un osservatore futuro viaggiasse fin qui, il bambino probabilmente non nascerà mai più, perché o non verrebbe concepito, o nascerebbe una femmina, o nascerebbe un altro bambino, e solo in caso di una strana, nuova alterazione potrebbe essere possibile (ma non probabile) che nascesse davvero LUI.
Chi viaggiasse indietro per vedere la nascita di Einstein, rischierebbe di vederlo, per assurdo, nascere morto.

“Causa, effetto. Io bevo troppo vino? Devo andare a pisciare.”
(Il Merovingio in Matrix Reloaded)

E così, tutto sulle nostre spalle, pare.
Sta a noi.
Sta a me.
IO, devo agire. Non altri per me, non altre. IO.

“Ti fa sentire solo”? Be', solo il caso di darsi una mossa.
E poi sono sempre stato abbastanza individualista.
Ci si vede.

Se lo vorremo.

We're ON LINE!

Ce l'abbiamo fatta!

Finalmente sono On Line.
Benevenuti nel NoWhereBlog.

Occhéi, è vero… nonostante le mie INCREDIBILI capacità di programmatore mi sono limitato a installare un blog già pronto…
CALMA!
Presto verrà personalizzato :)

Speriamo di rubare un posto nei vostri bookmark… e non solo là!

Naturalmente, visto che questo è un sito UTILE, oggi gradiamo suggerirvi un bel sito:
problemi di cuore? problemi intimi?
Be', per il cuore, 'zzi vostri, ma per gli intimi:
[Questo è il sito per voi]


NoWhereMan

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