Prolegomeni ad Hegel e al profumo della vita
Sottotitolo: “…Quella dopo…”
Polgo la balla al calzo (un saluto agli amici dislessici) di un appunto che mi ha fatto una persona per aggiungere alcune cose.
Non sono stato chiaro. Io non sono hegelista. Affatto. Non tengo, né voglio affermare di tenere per Hegel, al contrario, lo studio fatto di questo autore non fa che farmelo odiare.
Ma questa è un'altra storia. Qualsiasi cosa può diventare negativa, se la si pone o non la si pone in un certo o in un altro modo.
Vi dirò che non sono molto soddisfatto di come a volte viene spiegata la filosofia. Forse il problema è proprio in questo. Nel tentare di spiegarla.
La filosofia, dizionario alla mano, è amore per la saggezza. La saggezza non va spiegata perché è chiara così come è, se è davvero tale.
E allora, per tutti i libelli che questo o quell'altro scrivono, ecco arrivare schiere infinite di critici, teorici, pensatori, o presunti tali, che si innamorano di quelle tesi e le analizzano, le classificano, le scarnificano.
Un vero filosofo non impone il suo pensiero. Imporre non serve a niente. Esporre, quello sì.
E poi tu, ma con la tua testa, la pensi un po' come ti pare.
Allora, loro espongono tutto quello che hanno visto, o che credono di aver visto in quel grande filosofo tedesco, o in quell'altro famoso greco, e lo defininiscono paradigma, punto di rottura, fondamento. E i lettori successivi, dietro.
Ed è così che basta che un inglese abbia un'idea, e la faccia sapere un po' in giro, e i suoi amici pensano che è fichissima e la chiamano “Il Rasoio di Ockham”. E quelli dopo, dietro. E passa alla storia.
Ed è così che quell'altro tedesco dice che bisognerebbe cambiare punto di vista, perché a guardare sempre dalla stessa angolazione, ci si fossilizza; che bisognerebbe prendere esempio da altri che l'hanno fatto, come Copernico: lui ha detto che non era il sole intorno alla Terra, ma la Terra intorno al sole. E certi lettori di Kant pensano che è un'idea fichissima, quella della Rivoluzione Copernicana, e allora la chiamano “Rivoluzione Copernicana della Filosofia”. E quelli dopo, dietro.
Ed è così che ci sono quegli altri, che dicono che quello di Hegel è giustificazionalismo (perché ai filosofi, sapete com'è, ci piace di inventare le parole, ci piace…), perché giustifica tutto. Se tutto è in relazione di causa/effetto, allora tutto è bene.
Oppure c'è chi dice che Hegel sostiene il Nazismo, chi il Socialismo.
Amici, basta ca**ate…
Basta parole che finiscono in -ismo. Rendetevene conto. Non possiamo mettere tutto nelle cartelline.
Il tizio ha detto la tal cosa. Punto.
E tu? Tu la leggi, prendi atto, e poi dici che in effetti è un discorso che fila, oppure no, non fila, oppure cheda quel che dice lui, la pensi così e colà, che è poi quello che spesso faccio io (modestamente, grazie, niente applausi).
Kant, Hegel, Schopenhauer, Nietzsche (o come cavolo si scrive)… non c'è meglio o peggio. Non c'è paradigma o non paradigma. Ognuno ha detto quel che pensava.
Loro almeno lo hanno fatto.
E così, ogni cosa fatta dall'uomo ha un perché, che è poiché, ma anche perciò.
PS: ehehehe! Le citazie dei Simpson ora ci sono! ![]()