Quante cose
Sono il primo della lista e venti volte campione del mondo, eppure ancora non riesco a farmeli andare giù, quelli come me.
Quelli come me, che si piangono addosso per le mancanze che sono loro, e loro soltanto, quelli come me che dicono che cambiano e non cambieranno, quelli come me che soffrono quella sofferenza dolce di cui in realtà difficilmente farebbero a meno, perché li ha intorpiditi, perché è il loro oppio. Quelli come me, che dicono di non essere come me, ma la realtà fa male.
Quelli come me che conoscono l’errore ma preferiscono sbagliare, così che possano poi avere modo di sentirsi male di nuovo.
Quelli come me, che sbattono tutto nel cesso perché la perfezione non esiste.
Quelli come me: che sbattono tutto nel cesso, e non capiscono se ce l’hanno sbattuto loro, o ce l’hanno sbattuto gli altri; o se tutto è solo una conseguenza di essere come sono.
Quelli come me tirano troppo la corda, e poi un bel giorno sentono lo sciacquone.
Quelli come me, che non si danno pace, e si guardano indietro, e vedono polvere.
Quelli come me, che deridono quelli che non sono come me, perché non capiscono quanto sono fortunati; ma quelli come me non vogliono sapere quanto sono fortunati loro!
Quelli come me, che non sono come me, perché quelli come me non sanno di essere come me; e io non sarei come loro!
Quelli come me, che vorrebbero tanto essere diversi.
Quelli come me, che il Destino non esiste.
Quelli come me; odio quelli come me.


