Monday, January 22, 2007

Grande Giove!

A volte parto per la tangente. Quando mi gira, e succede neanche tanto raramente, parto con i miei ragionamenti. Tante volte capita di discutere intorno ai massimi sistemi; succede. Spesso sono discussioni fini a se stesse. Ad esempio, delle volte ho scritto di cosa penso riguardo a cercare il senso della vita. Sono linee guida, perché poi, la ricerca del solo divertissment in fondo non soddisfa nessuno, benché a mio parere non ci sarebbe nulla di male se lo facesse.
backfuture2.jpg
Una volta ho riflettuto sull’esistenza di un limite al peggio; un punto di partenza senza dubbio interessante, e una conclusione quasi degna del miglior sofista. :P La frasetta di conclusione finale, di “stare tranquilli” in effetti è un po’ una caduta di stile. :P

Ho tanti grilli per la testa, mentre ora si suppone che io stia ripassando per l’esame di Economia; quello di Algoritmi, di oggi, domani già domani dovrei sapere com’è andato…

Tutto questo preambolo per introdurre una riflessione che ha sia del filosofico che dello scientifico, perché quando si arriva in certi ambiti della scienza, si parla davvero di speculazione, checché se ne dica…

Questo benedetto viaggio nel tempo?

Era il secondo post di questo blog! e già discettavo di Hegel, sconfinando nei mondi paralleli, concludendo con l’ineluttabilità delle conseguenze delle nostre scelte, e perfino dell’ineluttabilità delle nostre scelte stesse, perché, se queste sono compiute in una certa circostanza lo sono per un determinato motivo (perché bisognava farlo, perché è quello che mi è venuto in mente, perché sono un irrimediabile imbecille…): non c’è spazio per chiedersi poi dopo “e se, invece…?”; finendo per tirare in ballo perfino Heisenberg (senza citarlo) e il suo principio di indeterminazione, nella sua formulazione più generica, secondo cui

non è possibile osservare un evento senza condizionarlo

Già allora citavo i viaggi nel tempo.

Tutte riflessioni volte all’autoconvincimento, naturalmente. :D

Comunque, sono giunto a una conclusione ai miei occhi assolutamente semplice, che porrebbe fine alla questione se questi viaggi nel tempo siano possibili o meno. Perché nel post di cui sopra, si suppone ancora che il viaggio sia possibile, benché questo porterebbe a perturbare irrimediabilmente l’intero flusso degli eventi.

Mi piacerebbe che il mio blog avesse visitatori a sufficienza (e sufficientemente chiacchieroni :D) perché questo post fosse oggetto di una discussione, ma pazienza :D

Partiamo dal presupposto che materia ed energia siano quantità costanti nell’Universo.

Infatti, la prima e la seconda legge della termodinamica si possono riassumere dicendo che la quantità di materia nell’Universo è costante, e l’entropia è in continua crescita.

L’energia, per l’equazione Einsteniana dipende dalla materia, e viceversa, ergo la quantità di energia e materia è costante

Supponiamo ora che un ipotetico viaggiatore possa spostarsi indietro (o avanti) nel tempo: questo significherebbe che nel momento in cui lui lasciasse il suo tempo di partenza, nell’Universo esisterebbe “meno materia” della quantità costante che si suppone esista; viceversa nel futuro (o nel passato) la quantità di materia sarebbe maggiore alla costante.

Dunque il viaggio nel tempo non è fisicamente ammissibile.

Mi è venuto in mente proprio oggi che non l’avevo mai scritto qui sul mio blog, perché ne parlava Paolo Attivissimo a proposito di John Titor.

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  1. Il punto è, credo, che costanti non sono energia e materia ma la loro somma; posso “distruggere” materia per creare energia (così funzionano le centrali nucleari) o anche viceversa.
    Quindi la macchina del tempo potrebbe “assorbire” energia dal tempo di destinazione e trasferirla nel tempo di partenza così da mantenere invariante la somma materia+energia.

  2. > Il punto è, credo, che costanti non sono energia e materia ma la loro somma;

    certo, era quello che intendevo :P

    > Quindi la macchina del tempo potrebbe “assorbire” energia dal tempo di destinazione e
    > trasferirla nel tempo di partenza così da mantenere invariante la somma materia+energia.

    Questo implicherebbe però che la macchina non solo sia in grado di spostare oggetti nel tempo, ma anche di prelevare energia dal tempo di destinazione; in alternativa, nel tempo di destinazione dovrebbe esistere una macchina equivalente in grado di spedire energia verso il tempo di partenza.

    D’altra parte non si discuteva della sua fattibilità pratica, quanto della sua ammissibilità teorica.

    Merda. Mi hai già fregato? Maledetto Ianne :D

  3. Ho vinto!, ho vinto!
    Anche se, fatti un paio di conti:
    Dalla relatività ristretta si deduce che un corpo possiede energia anche se in quiete per il solo fatto di avere una massa (E=m_0c^2 ) dove m_0 è la massa a riposo ossia quella usuale.
    Da ciò si deduce che la sparizione di un uomo di 70 Kg produrrebbe circa (e vi sfido a spiegarlo alla mafia) 6,3*10^18 J ossia un energia pari a circa 100000 volte quella rilasciata dalla bomba atomica sganciata su Hiroshima.
    Non credo che questa energia sia paragonabile con quella del lampo di luce lasciato dietro dalla delorean.
    Quindi probabilmente l’energia dovrebbe esserci fornita sotto forma di materia e personalmente la cosa mi lascia perplesso; parte il mio amico Mario Rossi e mi ritornano 70 Kg di cacca.
    La soluzione più semplice mi sembra quindi considerare costante la SommaMassaEmergia non nel istante in cui siamo ma la somma (o meglio l’integrale) delle SME nel tempo, così che lo spostamento temporale abbia sull’equilibrio dell’universo lo stesso peso di quello spaziale.
    Ossia se io esco da una stanza non genero problemi perché è diminuita la massa all’interno così se io riuscissi a “uscire” dall’istante in cui io sto vivendo non causerei scompensi perché entrerei in un altro in cui la mia massa non è presente.
    Questo porterebbe come conseguenza anche il fatto che io viaggerei in un passato o in un futuro diversi dai miei in cui quello che potrei incontrare non sono io ma un “altro io” perche io potrei occupare un solo punto nel tempo come nello spazio. E questo forse risolve anche il famoso paradosso in cui io viaggio nel passato e uccido mio padre…
    Questo è quindi un altro tipo di viaggio nel tempo diverso da quello classico di ritorno al futuro per il quale l’unica soluzione che vedo è lo scambio massa energia.

  4. > Ho vinto!, ho vinto!

    aspetta solo che lo venga a sapere QC e avrò la mia vendetta :evlaugh:

    > Quindi probabilmente l’energia dovrebbe esserci fornita sotto forma di materia e
    > personalmente la cosa mi lascia perplesso; parte il mio amico Mario Rossi e mi ritornano
    > 70 Kg di cacca.

    Cosa che darebbe nuovi significati all’espressione “quello stronzo di Mario Rossi”.

    > La soluzione più semplice mi sembra quindi considerare costante la SommaMassaEmergia non
    > nel istante in cui siamo ma la somma (o meglio l’integrale) delle SME nel tempo, così che lo
    > spostamento temporale abbia sull’equilibrio dell’universo lo stesso peso di quello spaziale.

    Eh, no! E’ un’assunzione un po’ troppo ardita per i miei gusti, se non errata.
    L’esempio del corpo che lascia la stanza non è corretto per almeno due motivi:

    a. lo spazio occupato dal corpo viene immediatamente compensato da un volume per lo meno comparabile d’aria; un corpo cavo, se privato dell’aria, peraltro, collassa per compensare;

    b. quand’anche si potesse supporre trascurabile il punto precedente (considerando, ad esempio una particella) non è possibile comparare lo spazio di una stanza con l’Universo, in quanto puoi lasciare in qualsiasi momento una stanza, ma non puoi lasciare l’Universo!

    Il concetto di “mia massa”, ossia, di massa appartenente al corpo che compie il viaggio, infine non ha molto senso. Se la massa/energia è costante, che tale quantità appartenga al mio corpo o al calore di una emissione gassosa di un bovino (il che equivarrebbe a dire che una mucca mi ha mangiato e digerito, ma questa è un’altra storia) non importa. Ciò che conta è che tale quantità deve rimanere costante. Non c’è nulla che possa far supporre che tale quantità possa variare…

  5. C’è infine un’altra cosa: considerare la somma integrale porterebbe all’assurdo di rendere ammissibile l’esistenza di un momento t(n) in cui la massa/energia sia uguale a zero, cosa che è ovviamente impossibile :D

  6. > aspetta solo che lo venga a sapere QC e avrò la mia vendetta

    Credi di spaventarmi parlando di Qc, cosa dovrebbe fare? Mangiarmi?

    > lo spazio occupato dal corpo viene immediatamente compensato da un
    > volume per lo meno comparabile d’aria

    Però si parla di massa, non di volume e la densità umana e quella
    dell’aria non sono certo paragonabili.

    > in quanto puoi lasciare in qualsiasi momento una stanza, ma non puoi
    > lasciare l’Universo!

    Infatti io non parlavo di uscire dall’universo. Così come l’universo è
    esteso nello spazio, credo lo sia anche nel tempo (spazio a 4 dimensioni,
    alcune teorie parlano addiritura di spazi 11-dimensionali) con l’unica
    condizione che mentre riusciamo a spostarci spazialmente per quanto
    riguarda il tempo siamo “intrappolati” nel nostro istante, come se fossimo
    in una stanza chiusa a chiave. Quindi la “mia massa” che sparirebbe
    dall’oggi lo fa perchè ha trovato la chiave e si ritroverebbe in un altro
    istante.

    > C’è infine un’altra cosa: considerare la somma integrale porterebbe
    > all’assurdo di rendere ammissibile l’esistenza di un momento t(n) in cui
    > la massa/energia sia uguale a zero, cosa che è ovviamente impossibile

    Quello che dico io è che in ogni istante in cui noi viviamo esistono tutti
    i momenti; il tempo è come se fosse fermo e siamo noi a “spostarci” in
    esso solo che non controlliamo il moto. La macchina del tempo dovrebbe
    permetterci di acquistare un accellerazione (positiva o negativa) che ci
    permetterebbe di muoverci nel tempo con una “velocità” diversa da quella
    del nostro moto nel tempo, facendoci così superare gli altri viaggiando
    nel futuro; o rallentando così da tornare indietro nel passato.
    Questo essere fermo del tempo rende possibile che l’integrale sia costante
    e quindi mai uguale a zero; il problema potrebbe essere al più che tende
    all’infinito con un universo infinitamente esteso sia nello spazio che nel
    tempo.
    Questo quindi ci porterebbe a dedurre che come viene detto che l’universo
    non è infinito spazialmente probabilmente non lo è neanche nel tempo. (Una
    mia idea, letta da qualche parte, e forse un po’ rielaborata: Big
    Bang,…..,Big Crunch,…Di nuovo Big Bang,…ossia l’ipotesi di un tempo
    circolare).

  7. Stasera ero ispirato, quindi ho scritto una pappardellata… perdonami :D

    > Credi di spaventarmi parlando di Qc, cosa dovrebbe fare? Mangiarmi?

    ma no… semplicemente ti romperà le palle fino alla morte. In pratica il solito :D

    > Quindi la “mia massa” che sparirebbe
    > dall’oggi lo fa perchè ha trovato la chiave e si ritroverebbe in un altro
    > istante.

    […]

    > Quello che dico io è che in ogni istante in cui noi viviamo esistono tutti
    > i momenti; il tempo è come se fosse fermo e siamo noi a “spostarci” in
    > esso solo che non controlliamo il moto. La macchina del tempo dovrebbe
    > permetterci di acquistare un accellerazione (positiva o negativa) che ci
    > permetterebbe di muoverci nel tempo con una “velocità” diversa da quella
    > del nostro moto nel tempo, facendoci così superare gli altri viaggiando
    > nel futuro; o rallentando così da tornare indietro nel passato.

    E’ ben diverso sostenere di “uscire” da un attimo per “rientrare” in uno successivo o precedente, piuttosto che dire di muoversi all’interno degli attimi con velocità differente: stai sostenendo contemporaneamente due posizioni completamente differenti…

    Nel primo caso si ha il problema di sottrazione/aggiunta di massa in istanti differenti, dato che nessuno ha mai detto che sia costante l’integrale tra t0 e t1 e non la quantità in generale…

    Il secondo ha invece senso, ma a questo punto occorre parlare anche di tempo soggettivo. Ossia, è impensabile che io possa, alla Marty McFly, prendere una DeLorian e viaggiare fino al 1955, quando non sarei ancora nato, dal momento che la massa appartenente a me non esisterebbe in quanto parte di me, ma in quanto parte degli elementi la cui evoluzione e trasformazione nel tempo porterà poi in futuro alla mia nascita.

    Una piccola parte di essa potrebbe essere per esempio nelle carni di quel vitello che mia madre Lorrain mangerà un giorno sotto forma di bistecca casualmente nei giorni del concepimento, e nella terra dove verrà coltivata l’insalata che quel giorno lei mangerà per contorno.

    Se torno indietro, quindi, il mio corpo dovrà regredire ad uno stadio passato, perché la quantità di massa nel Tempo rimanga costante.

    Dunque, sostanzialmente questo *non è* un viaggio nel tempo, perché se anche io viaggiassi… non me ne renderei conto… insomma, non ci sarebbe spostamento, o non sarebbe percepibile, o comunque è uno spostamento tale che mi permetterebbe di sostenere che allora io posso anche adesso viaggiare indietro nel tempo (tralasciamo il futuro perché è evidente che il nostro movimento è sempre nel futuro, benché la velocità sia quasi sempre costante).

    Ammettiamo però allora che possa avvenire lo “scambio” di massa che tu supponi per rendere equilibrato il viaggio. In tal caso, le conseguenze sono imprevedibili, ma tutte portano ad un unico risultato: il puro e semplice trasporto fa sì che il tempo di destinazione venga irrimediabilmente perturbato, dal momento che parte della materia ad esso appartenente viene sostituita con dell’altra estranea, alterando completamente il corso degli eventi!

    Supponiamo infatti che la mia massa nell’istante t(0) venga sostituita dalla massa di un vaso di fiori dell’istante t(x), e si tenga presente che tale tempo t(n) non deve necessariamente essere il tempo di destinazione, dato che si suppone che per ogni istante t(x) la massa dell’Universo rimanga costante, e che noi, viaggiando, non ne alteriamo comunque la quantità.

    Supponiamo che il vaso di fiori dovesse uccidere l’attuale spasimante di mamma Lorrain cadendogli in testa (era un enorme vaso di fiori, va bene?? in fondo deve sostituire la mia massa :D), che avrebbe quindi (dopo un periodo di grandi sofferenze, sappiamo come vanno le cose) sposato in seguito un altro, il suo migliore amico, che sarebbe poi diventato nostro padre.

    E’ ovvio ora che il vaso non esiste più: il tizio non muore, e mamma Lorrain si sposa con lui. Bang! Noi non esistiamo più.

    Questo è un esempio sciocco, naturalmente, perché presuppone che la massa “scambiata” appartenga ad un unico oggetto, cosa ovviamente non necessaria. Ma se un vaso di fiori può avere un peso così determinante su un evento, che effetto può avere la sparizione di qualcosa di imprevedibile come una quantità indefinita di particelle, prese a caso qua e là?

    Tuttavai, a questo punto il viaggio sarebbe certo teoricamente possibile, ma ancora una volta, non pratico, poiché, se lo scopo del viaggio è “vedere” il passato, vederlo ci porterebbe inevitabilmente a cambiarlo, cosa che dunque in definitiva non ci permetterebbe di vedere il reale andamento degli eventi passati, ma l’andamento degli eventi passati una volta alterati dalla nostra esistenza nell’istante passato.

    Ma dirò di più: dato che la nostra esistenza nel passato non può limitarsi ad un solo istante ma deve *permanere* perché il viaggio possa essere percepibile, l’alterazione sarà a questo punto in due sensi: la prima per il viaggio a ritroso, la seconda per il viaggio a tempo costante verso il futuro/presente.

    Infine, un’ultima considerazione filosofica: se spostandoci nel passato alteriamo il passato, in realtà non ci spostiamo nel “nostro” passato, ma in un passato diverso, alterato dal nostro viaggio (e ci sposteremo nel futuro diverso e alterato). Questo tuttavia non rende lecita l’esistenza dei mondi paralleli, dal momento che non c’è motivo di pensare che la linea alternativa in cui noi NON abbiamo intrapreso il viaggio possa esistere: il viaggio è stato effettivamente intrapreso, dunque la linea è stata effettivamente e completamente alterata.

    ciao :)

  8. Immaginando lo spazio come monodimensionale ossia una retta (l’asse x), allora l’universo lo possiamo vedere come un piano in cui la coordinata aggiunta (la y) è il tempo.
    Normalmente noi possiamo muoverci liberamente lungo le x mentre il nostro moto lungo le y è totalmente al di fuori dal nostro controllo; in altre parole mentre noi siamo liberi di muoverci nello spazio il tempo ci scorre attorno e noi siamo fermi in esso (i sistemi sono inerziali, è impossibile dire se siamo noi a muoverci nel tempo o è il tempo a muoversi) adesso per comodità ci mettiamo in questo riferimento (ossia quello con noi fermi).
    Se noi potessimo ottenere un accelerazione lungo y noi viaggeremo in punti del tempo in cui non dovremmo essere.
    La conseguenza di questo moto è che io smetterei di essere nell’istante in cui dovrei essere (e in cui rimarrei per l’eternità) ossia un qualsiasi punto di y = P e mi ritroverei in un punto della retta y = P + k
    Potremmo quindi rivivere dei momenti già vissuti, o saltarne alcuni.
    In questo modo i due concetti (uscire/rientrare e muoversi con velocità diversa) diventano uno solo.
    A questo punto si può associare a ogni punto P della y il valore massa-energia presente nella retta y = P.
    Ora non vedo perché non si deve poter spostare massa o energia da P a P + k.
    L’universo comprende anche il tempo quindi spostando massa nel tempo non violo la legge di conservazione delle massa.
    Ora veniamo al secondo punto; esiste un Marty McFly in ogni retta y = P, ognuno in un età diversa (e in crescita) e, quello in P viaggiando nel tempo può incontrare non suo padre ma il padre del Marty che vive in P + k ossia ci saranno 2 Marty (ciascuno con la sua massa) in P + k e nessuno in P.
    In pratica è come se ci fossero infiniti universi paralleli (appartenenti però a un unico universo) che non si distinguono tra di loro per le scelte fatte o per l’esito del tiro di una moneta(Cfr. Futurama serie 5 Ep. 10) ma per il fatto di essere in tempi diversi (a meno dell’intervento di un crononauta che per esempio consegni a Napoleone i piani di costruzione dell’atomica).

    Nell’altra ipotesi, quella dello scambio di massa (che dal momento in cui si è trasformata in uno scambio di masse e non di energia ha smesso di piacermi) è vero che la massa sottratta porterebbe a dei cambiamenti nel passato ma non per forza più “vistosi” di quelli causati dallo spostamento d’aria che si verificherebbe al nostro arrivo o quelli causati dallo schiacciare una farfalla (mi rifaccio qui appunto al famoso effetto farfalla) per dire che è impossibile che un viaggiatore nel tempo non alteri il corso della storia (con scambio di massa o senza).
    Problema risolto però nella teoria di cui sopra perché io altererei y = P + k e non y = P.

    L’esistenza dei mondi paralleli (che differiscono per le scelte fatte) credo sia stata introdotta (storicamente e non da me che non l’ho mai citata se non ora per differenziare la mia teoria da quella) come soluzione più semplice per risolvere il paradosso in cui io uccido mio padre…

  9. Se supponi che ogni istante determini un Universo Parallelo, (definizione ovviamente di comodo perché, in quanto istanti, il tempo di tali universi sarebbe un punto, e non una retta :)), la mia esistenza o meno (come viaggiatore) in uno di quegli istanti non dovrebbe determinare cambiamenti che si possano ripercutere poi effettivamente sugli istanti successivi; e da ciò consegue quindi che *il Tempo è immutabile*.

    Ma tu stesso poi affermi che potremmo essere in grado di viaggiare a ritroso e cambiare il passato. Ma se tali istanti passati o futuri sono paralleli e immutabili, è evidente che ciò non possa succedere.

    Ergo, tutto è predeterminato. Ma a questo punto arriviamo ai classici paradossi temporali.

    Se il tempo è immutabile (e quindi in un certo senso predeterminato), se viaggio nel tempo e consegno a Napoleone la bomba H significa che ero destinato a viaggiare nel tempo e consegnare a Napoleone la bomba H. Ma se Napoleone con la bomba H distrugge la Terra, io non esisto più, quindi non sono in grado di consegnargli la bomba H, cosa che quindi gli impedirà di distruggere il pianeta.

  10. Io indicavo gli istanti come rette nello spazio, la cui proiezione nel tempo è un punto.

    Forse prima non ho reso l’idea.
    Secondo il mio pensiero:
    Esiste un solo universo.
    Questo a sua volta contiene infiniti sottouniversi.
    Un ipotetico (quanto inesistente) osservatore esterno che si trovasse nell’universo ma in nessun sottouniverso potrebbe vedere questi ultimi come se si trovasse di fronte a un infinità di TV (che supporemo allineate) che trasmettono lo stesso film sfalsato di un istante l’una dall’altra.
    In ogni TV ogni istante l’immagine cambia (ossia il tempo scorre), diventando uguale a quella della TV che gli è successiva.
    Ogni Tv rappresenta quella che prima indicavo con una retta (la cui estensione era però nello spazio e non nel tempo, forse causa più confusione che altro quindi, dimenticala).
    Ora Noi viviamo in uno di questi sottouniversi/rette/TV e l’unico modo che abbiamo di muoverci nel tempo non sarebbe di mandare avanti/indietro il film, ma spostarci da una TV ad un’altra che rappresenta un istante diverso dell’esistenza.
    Questo modo di vedere la cosa, non solo risolve il problema della conservazione della massa che varebbe non nei singoli sottouniversi ma nel Universo principale ma ci salverebbe anche dal paradosso della Bomba H, perchè Napoleone distruggerebbe la terra nel sottouniverso in cui si trova, lasciando immutato quello da cui io sono partito, permettendomi quindi di esistere e di fare il viaggio.
    Un altro modo di vedere i sottouninversi è come la 4-dimensione (o la seconda nel mio esempio delle rette e dello spazio monodimensionale)

  11. Secondo questa concezione, ogni Istante (uso la I maiuscola per indicare gli Istanti punti sulla retta t del tempo) determina un Sottouniverso sfasato di un istante rispetto all’Istante che lo precede.

    Ma se tali Istanti sono indipendenti, perché alterando uno di essi non altero l’Istante successivo, il tempo è predeterminato e immutabile.

    Se il tempo è immutabile, lo sono anche le sue parti; quindi gli Istanti sono immutabili.

    Ma se io posso spostarmi tra gli Istanti e alterarli (anche non ci fosse propagazione dell’alterazione) significa che tali Istanti NON sono immutabili.

    Ma se gli istanti NON sono immutabili NON lo è neanche il tempo; e se il tempo NON è immutabile, NON è predeterminato, e se non è predeterminato gli Istanti NON sono indipendenti!

    Ammettendo infine che sia possibile compiere un viaggio da un Istante a un altro senza alterare gli Istanti compresi, come posso rimanere al di fuori di quell’istante e contemporaneamente vederlo?

    Vale a dire: come posso viaggiare nel Tempo senza fare parte di quel Tempo? L’azione stessa di spostarmi da un punto A a un punto B (che può essere anche istantanea mediante teletrasporto, non importa) implica che io alla fine dello spostamento MI TROVI in B.

    Non posso dire di essere in B se NON CI SONO. Dunque, non posso compiere un viaggio nel Tempo senza entrare a far parte dell’istante di destinazione, che verrà inevitabilmente alterato dalla mia presenza, la quale altererà a sua volta gli Istanti successivi.

  12. Il tempo, all’interno del singolo Istante/TV NON è immutabile MA predeterminato secondo il principio di causalità (e se ora mi citi Heisenberg ti aizzo contro qc).
    Ovviamente un evento causato da un viaggiatore che arriva da un altro Istante/TV può alterare lo scorrere del tempo, cambiando il futuro di quell’Istante/TV.
    Ora questo cambiamento era anch’esso predeterminato ma da qualcosa di esterno rispetto all’Istante/TV di arrivo quindi limitato ad esso e non comune a tutti.
    Se in un albergo con stanze tutte uguali ogniqualvolta una particella attraversa un punto ben determinato si accende una luce, se le stanze sono tutte chiuse, supponendo uguali le condizioni iniziali di ogni particella le luci si accenderanno in simultanea tutte allo stesso modo, ma se ora io dal corridoio entro in una stanza, cambio irrimediabilmente il futuro di quella stanza lasciando immutato tutte le altre. Una persona poteva conoscere anche la mia posizione e prevederlo, ma doveva essere fuori dalle stanze.
    Ora le stanze sono gli Istanti/TV e il corridoi l’universo che le contiene, io che entro in una stanza, un viaggiatore.
    Ammesso che io riesca a entrare nel corridoio, cambio il futuro della mia stanza, ma in modo prevedibile (era scritto nelle posizioni iniziali che io sarei uscito quindi non lo cambio), e cambio anche quello della stanza in cui decido di entrare (questa volta in modo imprevisto, nessuna particella iniziale poteva “sapere” del mio arrivo).
    L’unico problema mi sembra che dal momento in cui io parto, infiniti viaggiatori sono già partiti e infiniti ne partiranno quindi in realtà ogni Istante/TV dovrebbe essere corotto allo stesso modo dai viaggiatori di Istanti/Tv precedenti.
    La soluzione invece non è così assurda (e mi è venuto proprio ora mentre scrivevo) il primo viaggio tutti lo fanno indietro di 100 sottouniversi (numero predeterminato quindi uguale per tutti).
    Ora Napolene nell’sottouniverso x-100 distrugge la terra quindi nessuno di quel sottouniverso potrà distruggere la terra nel sottouniverso x-200.
    Ora entra in ballo il fatto che i sottouniversi sono continui e un mucchio di altre storie che non so e non ho voglia di tirare in ballo ma non dovrebbero alterare l’argomentazione precedente.

  13. Scusa il ritardo nel rispondere, avevo esami vari :)
    E, ora sto riflettendo davvero fino alla nausea, quindi credo alla fine concluderemo che vinci tu per abbandono :D

    > (e se ora mi citi Heisenberg ti aizzo contro qc).

    QC mi ama :D

    Comunque, c’è un problema.

    Tutti gli Istanti sono predeterminati e appartengono alla retta del Tempo.

    Ma poi tu dici che lo spostamento indietro nel Tempo e l’alterazione di un Istante da parte di un ipotetico viaggiatore devono a questo punto essere anch’essi “predeterminati” così come lo sono gli istanti; per forza altrimenti contravverresti al tuo stesso principio.
    Ma se gli istanti sono predeterminati e coesistono così come sono, com’è possibile che io, IN SEGUITO, possa viaggiare indietro e modificarli?
    Anche se la mia azione di modifica è già stata predeterminata si suppone evidentemente una sequenzialità delle azioni che noi abbiamo invece volutamente eliminato.

    Dovremmo allora introdurre un Ipertempo esterno al Tempo? Ma a questo punto si ripresenterebbero per l’Ipertempo le stesse considerazioni a proposito del Tempo.

    E poi, dato che tutti gli Istanti sono corrotti, com’è possibile che possa esistere una causalità nel Tempo ?

    Supponiamo che un istante t sia un numero reale; la causalità è quindi relazione d’ordine “<=” sull’insieme R; viaggiare verso t-100 rende t-100 = (t-100)*N dove per N si intende un fattore di perturbazione dell’istante t-100, minore di 1, anch’esso ovviamente predeterminato. Tutti gli N sono predeterminati, ma non c’è ragione perché l’N destinato a t-100 debba essere minore dell’N che si moltiplica a t-99: (t-100) < (t-99) ma per opportuni N1, N2 si ha che
    (t-100)*N1 > (t-99)*N2,
    quindi la retta del tempo non è ordinata, e perciò NON è una dimensione (assurdo).

    Si suppone ovviamente che N1>N2, ma non c’è nulla (in questo sistema, dove le alterazioni sono locali agli Istanti) che possa far pensare che N cresca al crescere di t.

    Di conseguenza gli istanti NON sono corrotti, ma predeterminati e non alterabili, e, di conseguenza è impossibile il viaggio nel tempo.

    ciao

  14. >Ma se gli istanti sono predeterminati e coesistono così come sono, >com’è possibile che io, IN SEGUITO, possa viaggiare indietro e >modificarli?
    Perchè nelle condizioni iniziali (che permettono di “calcolare la predeterminazione” sono escusi i fattori esterni al sistema ossia, il viaggiatore. Se io divido il sistema in sottosistemi, conoscendo tutti i dati di uno, e nulla degli altri, posso conoscerne tutti gli stadi futuri solo se i sistemi sono isolati e, il viaggiatore “romperebbe” l’isolamento).

    >viaggiare verso t-100 rende t-100 = (t-100)*N
    Perchè, io non ho mai detto niente del genere, viaggiare da t a t-100 cambia il contenuto di t-100 ma non la sua posizione.

    P.S. Anch’io sto per iniziare con gli esami quindi anzichè una vittoria per abbandono propongo una tregua a tempo indeterminato ossia, tale che quando non avremo più niente da fare e potremo ricominciare a parlarne, credo che nessuno di noi ne avrà più troppa voglia.

    Ciao

  15. >Perchè nelle condizioni iniziali (che permettono di “calcolare la predeterminazione” sono escusi i
    >fattori esterni al sistema ossia, il viaggiatore. Se io divido il sistema in sottosistemi, conoscendo
    >tutti i dati di uno, e nulla degli altri, posso conoscerne tutti gli stadi futuri solo se i sistemi sono
    >isolati e, il viaggiatore “romperebbe” l’isolamento).

    Ma come fa a “rompere” l’isolamento? Se tutto è predeterminato non c’è NULLA da rompere, perché significa che ogni corruzione era già predeterminata e in quanto tale NON è corruzione.

    >>viaggiare verso t-100 rende t-100 = (t-100)*N
    > Perchè, io non ho mai detto niente del genere, viaggiare da t a t-100 cambia il contenuto di t-100
    > ma non la sua posizione.

    L’esempio è volto a indicare che alterare un Istante, ne altera lo stato, e in questo senso può violare la relazione d’ordine che necessariamente intercorre tra un Istante e il successivo, infatti, se l’ordine (la causalità) fosse indipendente dallo stato, significherebbe che la successione degli Istanti NON è regolata dalla causalità.

    > P.S. Anch’io sto per iniziare con gli esami quindi anzichè una vittoria per abbandono propongo
    > una tregua a tempo indeterminato ossia, tale che quando non avremo più niente da fare e
    > potremo ricominciare a parlarne, credo che nessuno di noi ne avrà più troppa voglia.

    ok, mi sembra un buon compromesso :D

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