Web two-point-oh
Siamo nella Nuova-Era-Del-Web™.

Un’era in cui l’accesso al Sapere è libero, in cui non esistono Barriere, e tutti condividono il Mondo?
Un pochino.
Più che altro suona bene.
Il nuovo business è basato sulla condivisione di qualcosa da parte degli utenti del servizio.
Ora, in tutto questo non c’è niente di male, dico io. Sono nati servizi interessantissimi come Last.FM, che tiene traccia dei tuoi gusti musicali e ti segnala altri gruppi che potrebbero piacerti, e ti mostra altri utenti con gusti simili; è un’idea molto carina.
In Digg utenti segnalano le notizie e altri votano perché i titoli raggiungano o meno le prime posizioni (ormai considerato un po’ un fallimento, in verità, salgono soprattutto le cazzate, ma questo è proprio un problema di utenti
).
I servizi di social bookmarking, come del.icio.us, dove puoi condividere i tuoi “Segnalibri” (o “Preferiti”, in Internet-Explorer-Speech) con altri utenti; l’idea è quella di trovare contenuti in maniera diversa dal solito motore di ricerca.
I precursori sono stati a mio parere WikiPedia, e il nuovo modo di condividere il sapere; WikiPedia rimane comunque un progetto al di fuori della marmellata che è poi diventato il web2.0, ma che ne ha un po’ fondato l’idea (seppur in modo diverso, e molto più ideale); anche deviantArt può essere considerato precursore, in senso stavolta anche più stretto.
Il tagging è alla base di questo nuovo mondo: taggare (passatemi l’orrendo neologismo) significa categorizzare con parole chiave un certo tipo di contenuto. Moltissimi social network (come vengono definiti) offrono un servizio simile per i loro contenuti. Last.FM lo fa, del.icio.us lo fa, Flickr, il sito di fotografia, probabilmente iniziatore (o uno degli iniziatori) del trend, ovviamente lo fa.
Il tagging si è propagato poi tra le fila dei blogger, che quindi taggano, o possono far taggare ai lettori, i propri articoli.
E’ interessante notare che il lettore diventi in questo contesto attore, e non più solo fruitore passivo dei contenuti.
Uso il termine tagging e le sue italianizzazioni per un motivo specifico: “categorizzare” non traduce correttamente il termine “tagging”, né “categoria” è esattamente “tag”; infatti “categoria” in inglese ha il suo corrispettivo, che è “category”…
Il termine “tagging” ha in sé una valenza diversa, e comunque, nel contesto del web2.0 ha un significato “sociale”, appunto, che “categoria” non ha.
Dal punto di vista tecnologico vi è l’impiego di determinate tecnologie (come il JavaScript non intrusivo, cioè script che non sono strettamente necessari per la fruizione dei contenuti, ma che migliorano in qualche modo l’esperienza e/o il carico di lavoro sul server), e di certi cliché grafici (il gradiente su sfondo, il perenne stato di “beta”, il bollino giallo… sorpresa-sorpresa! ecco da dove arriva il logo della mia testata
)
Detto questo, allora, dove voglio arrivare?
Questi servizi hanno una loro ragion d’essere. Condividere qualcosa. Un qualcosa di molto specifico nella sfera degli interessi delle persone che li utilizzano. Last.FM l’ascolto della musica, Flickr la passione per la fotografia, ecc.
MySpace è una community che offre come “base” un blog, à la MSN/Windows Live Space. Non pensate di essere “contro”, se scegliete MySpace, comunque. Live Space è di Bill (o meglio, della sua allegra combriccola), MySpace è di Rupert Murdock, cioè Mr. Sky, altro monopolista. Uno zio Silvio American-style, più o meno.
E’ un network di blog, la gente scrive, commenta, ci si conosce anche così.
Poi ci sono questi Facebox, badoo, hi5, Duepuntozero.
Tanto per cominciare, l’ultimo della lista mi sta sui coglioni per molteplici ragioni. Prima di tutto il nome, che è un chiaro tentativo di fare marketing in modo sfigato, richiamato anche dal triste logo con riflesso (wet floor effect). E’ un cliché così consolidato, che chi lo usa in un contesto serio è chiaramente un pirla.
So cosa state pensando, ma la mia testata è una satira. ![]()
Perfino lo slogan (la tagline) è uguale a quello di Flickr “the best way to store, search, sort and share your photos“… che tra l’altro è a sua volta copiato da quello della Carlsberg, “Probably the best beer in the world”
no, ok qua scherzo…
E poi, il fatto che sia chiuso, navigabile dai soli iscritti, è assolutamente ridicolo. La chiave di questo web2.0 è proprio la fruibilità da parte di tutti; ti iscrivi solo per condividere a tua volta.
Già ma qui che si condivide? Un cazzo. ![]()
Sono posti dove conoscere gente nuova.
Figo. Ascoltiamo la stessa musica? Eh, forse. Leggiamo gli stessi libri? Mah, può darsi. Ci piacciono gli stessi film? Può essere. Che cazzo facciamo??? Eh, boh, andiamo in giro, ci muoviamo, conosciamo gente…
Ma a Duepuntozero, per ora non mi ci hanno iscritto. Sì perché la figata è che o ti iscrivi te, o te lo “segnalano” i tuoi amici. Che tu dici, bello, il mio amico/a si è iscritto/a e vuole che partecipi anch’io perché mi vuole bene, e io gli/le (se è le, poi, soprattutto
) voglio bene.
Ti arriva questa email con scritto che il tuo amico si è iscritto a facebox, e tu dici, vabbè, non c’ho voglia. Amen.
No, adesso ti arrivano email ogni settimana per dirti che il tuo amico si è iscritto a facebox. CAZZO HO CAPITO, VA BENE, NON C’HO VOGLIA.
Puoi chiedere di non ricevere più email di questo tipo, ma a questo punto il tuo indirizzo viene bloccato e se mai nella tua vita cambiassi idea (io per esempio potrei volerla anche cambiare, un giorno, che cazzo ne so??), non potrai, perché il tuo indirizzo (di MSN, peraltro, quindi un indirizzo che, per cambiarlo, due maroni) sarà nella loro lista nera.
Ma va be’. Mi rompono le palle ogni tanto, sposto nel cestino, chissene.
Ieri faccio conoscenza con Badoo. Vi prego ragazzi, boicottate badoo.
Prima di tutto mi arriva un messaggio via MSN del mio amico che però suona stranamente pubblicitario
Ciao! Dai un’occhiata alla mia nuova pagina…
Unisciti anche tu per avere le stesse possibilità e
rimanere sempre in contatto… ho già pensato a te, devi
solo confermare!
[linkino da cliccare]
Quando cazzo mai il mio amico ha parlato così ?
Comunque, clicco perché sono curioso, e dico, vabbe’ bisogna iscriversi, amen. Non c’ho voglia e ignoro la cosa.
Di sera mi arrivano due messaggi di posta elettronica; uno che mi ricorda che posso iscrivermi a Badoo. Uno che dice che cinque persone mi hanno contattato. E chi cazzo sono?
Allora, cari signori di Badoo, potreste essere così gentili da NON attivare il mio account FINCHE’ non ho inserito i miei dati?
In conclusione, lasciate, amici miei, che vi dica quanto vi voglio bene. Voglio dirvelo perché qualche giorno fa, da Tagged.com mi è arrivata una mail che mi pregava di iscrivermi altrimenti “<nome dell’amico qui> penserà che non sei suo amico!”. Mavacc… ![]()

Su YouTube, il servizio di condivisione filmati ormai famosissimo, ecco un filmato carino a proposito del Web 2.0 .