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Friday, April 20, 2007

Abolito il limbo

Allora, le cose stanno così. Il limbo non esiste.

Ci hanno sempre detto che c’era.

Il battesimo ai neonati è una pratica interessante perché poi richiede il “richiamino” della cresima, dato che il neonato non è in grado effettivamente di accettare la scelta dei genitori.

Discussi di questo con un prete e dissi che il battesimo si dovrebbe fare agli adulti (così com’era anche ai tempi di Gesù, peraltro, quando il rito era tra l’altro una “novità”) e così com’è anche per alcuni protestanti come i battisti, quando chi riceve il sacramento è consapevole della sua scelta. Dissi anche che aveva forse senso quando si credeva ancora che i bambini morti non battezzati finivano nel limbo.

Mi corresse dicendo che “veramente era ancora così” :D

Era uno dei famosi “dibattiti” con il don Giorgio, insegnante di religione al liceo, discussioni fondamentalmente unilaterali, perché poi voleva avere ragione lui, anche se amava ripetere, contornandola con un “è un illuminista! non l’ha detta un cattolico!” la frase di Voltaire:

Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo.

Purtroppo la frase non è di Voltaire. :D

Per la cronaca, comunque, il battesimo tra i Cattolici ha ormai valenza di rito di iniziazione, così come lo è la circoncisione nell’ebraismo.

Chiudiamo la parentesi; checché il don ne dicesse, alla fine è stato deciso da Papa Ratzinger che il limbo non esiste, perché “la misericordia di Dio è grande”. :ann:

Papa Ratzinger già in passato, in veste di teologo, e non di papa, aveva sostenuto la non-esistenza del limbo.

Adesso è ufficiale.

Ma non è come se un politico - dico per dire - andasse al governo e poi, che so, si modificasse delle leggi ad-hoc ?

Hm, dov’è che l’ho vista, questa? Mah.

Ma vabbe’, è diverso, dai. In fondo questa è una bella cosa. Insomma, vuol dire che anche i bambini morti non battezzati vanno in paradiso, insieme con tutte quelle persone che, che, fino all’altro giorno, pur non meritando l’inferno, erano segregate in questo non-luogo.

Or vo’ che sappi, innanzi che più andi,

ch’ei non peccaro; e s’elli hanno mercedi,
non basta, perché non ebber battesmo,
ch’è porta de la fede che tu credi;

e s’e’ furon dinanzi al cristianesmo,
non adorar debitamente a Dio:
e di questi cotai son io medesmo.

(Dante, La Commedia, Canto IV, verso 33 sgg.)

Ma non fa un po’ ridere? :D

O il limbo non è mai esistito, e ce l’hanno menata per secoli inutilmente, oppure esiste e questa abolizione è un grave errore.

Ma c’è anche la possibilità che esistesse fino a ieri, poi oggi ha fatto puff ed è scomparso. Chi può sostenere che sia impossibile? A riprova di questo sono i titoli dei giornali che parlano infatti di un’abolizione.

A sentir parlar loro, Ratzinger ha fatto una riunione (ci ha lavorato su tre anni, eh?) con tutte le alte cariche vaticane, e poi ha detto “ma senti un po’, Dio, ma ’sta storia del Limbo…?”

Meno male che qualche ricerca ci viene in aiuto. L’esistenza del limbo è sempre stata una congettura. Per lo meno non è un dogma (se fosse stato un dogma sarei qui a crepare dalle risate).

Il fatto è che le congetture in passato erano facili a passare da ipotesi a dogmi. Magari per screzi tra comunità cristiane rivali, quando di Chiesa non ce n’era una sola, ma esistevano tante diverse comunità, ognuna col suo vangelo e i propri riti.

Assolutamente appassionante il libro di Corrado Augias e Mauro Pesce. Ve lo consiglio caldamente :)

Esilaranti invece i commenti sul sito de “la Feltrinelli”.

(Attilio)

Se io scrivessi un libro di fisica nucleare, non sapendo nulla di questa scienza, otterrei un risultato penoso anche se mi facessi aiutare da uno studioso di tale scienza…questo è il mio giudizio: è un testo che ignora tutto ciò che tratta…l’autore avrebbe fatto meglio a trattare di cavolfiori…infatti il suo Gesù sta a quello Vero come i cavoli a merenda

Oltre ad essere molto spiritoso, e a scrivere Vero con la V maiuscola (che è un tocco di classe, eh?), chissà da che pulpito (ahah!) viene la predica!

A meno che il tizio non abbia almeno duemila anni, nel qual caso magari l’ha conosciuto di persona; cosa che tenderei tuttavia ad escludere dato che nemmeno le personalità più di spicco della Bibbia sono vissute più di alcuni secoli, e mai comunque hanno raggiunto il migliaio d’anni.

Perciò Attilio, facci un favore, vai a leggerti Topolino, va’!

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