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So cose che prima ignoravo (eppure i sospetti…) e diventano pretesti di odii (prima?) ingiustificati.
So cose che prima non vedevo (eppure c’erano!); e mi hanno aperto gli occhi? Forse.
Dai, dai. Parliamo male dei miei amici.
Sto dando ripetizioni di latino. Di latino! Io, che non faccio una versione da tre anni. Incredibile come mi ricordi un sacco di cose.
Francese? Otto anni…
Mentre “i’ mi sobbarco!”, sento gente che non sento da millenni - pare - che cava dal cappello idee strane; e la mia fonte dice che certe cose se le merita. Non credevo, eppure non fatico a credere.
Ma lei? Capisco gli errori. Ma lasciarsi andare. Sì, è da lei. Ma begli amici, che amici che hai! E forse è proprio questo il punto. E ci vorrebbe qualcuno che lo capisse, ma sono troppo stronzi quelli che ti sono vicini, e ti sono vicini di più quelli che non senti da tanto, e forse troppo. E in fondo è più facile esser vittime.
Ruvida conferma: i nove con i nove?
E quel saluto?
Alcuni momenti, la piega è diversa, e non so. Non so.
Blank state.
Profumo di pelle fresca.
I hear in my mind all this music…

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