Ogni giorno è un giorno come gli altri
Ormai mi prende a noia tutto.
Sostenere che il tempo mi abbia reso troppo irritabile è quasi indifendibile, perché lo sono sempre stato.
Forse è che adesso lo esterno di più, oppure che vedo più chiaramente che cosa davvero mi irrita.
Oppure è un’altra fase, e tra un po’ mi verrà a noia che le cose mi vengano a noia, e cambierò ancora idea.
Oggi tocca ai giorni come gli altri.
Avrei voluto iniziare spiegando come a trattare questi argomenti si finisca per andare, in effetti, in contraddizione con se stessi, ma lascerò perdere; andrò incontro al puzzo di aria fritta con una molletta pinzata sul naso (un male!) e ad occhi chiusi (ecco perché forse ci sbatterò contro).
Probabilmente io stesso sto venendo a noia a voi, io, che critico le banalità, ma corro il rischio poi, ironia della sorte, di finire per essere banale io stesso; ed il punto è proprio questo: che anche chi vuole andare controcorrente finisce solo per seguirne un’altra.
Oggi era la cosiddetta festa dei single, non si capisce se indetta per protesta o per invidia.
Vi prego!
E allora a Natale, a Capodanno, a Carnevale, a San Valentino, le feste di compleanno, gli anniversari, i mesiversari: sono tutti giorni come gli altri, avete capito?
Il pessimista: ogni giorno è uguale all’altro e non c’è nulla che possa impedire l’inesorabile passare delle ore, che si ripetono sempre con lo stesso ordine, ed ognuna scandisce un ritmo vuoto, regolare e freddo, e le ricorrenze sono solo l’occasione di un lavacro per la coscienza in un’esistenza invece indifferente.
L’ottimista: ogni giorno è stupendo di per sé, perché ogni giorno è speciale, e ci si deve amare ogni giorno come se fosse il primo, e tutti i giorni sono buoni per dare e ricevere, e non importano quelle feste consumistiche, il cui scopo è svuotare le tasche di alcuni e riempire quelle degli altri.
Avete bevuto melassa o cicuta di recente?
Siete ottimisti gioiosi con gli occhi che sbrilluccicano, o pessimisti accigliati con il broncetto?
O non ve ne frega proprio del tutto?
Io la vedo così: sono traguardi; sono dei punti di arrivo.
Dai, forza, volete farmi credere che riuscite a vivere ogni giorno come se valesse più di tutti gli altri? Che non sentite mai il bisogno di dire: stacco, e riprendo da qui.
No.
E’ una festa consumistica a cui io non prendo parte per protesta.
Ti svenerai per una rosa?
Accidenti.
No.
Io festeggio tutto l’anno.
Sì, come no.
…però non quel giorno lì. Perché sono contro.
Caspita. Questo sì che è essere alternativi.
Questo sì che è pensare in proprio: niente paura, non siete soli.
No: sul serio.
Queste suonano come scuse. Non è che forse invece sono altri i motivi?
Perché non ci vedo niente di male, ogni tanto, a decidere che un certo giorno sarà un giorno felice.
Perché spesso, anche se vorremmo, non abbiamo la forza per fare sì che sul serio ogni giorno non sia davvero uguale agli altri. Per fare sì che il tempo per un attimo si fermi, e conceda un attimo di respiro. Per noi soli, o solo per noi due.
Ogni giorno, è vero, ha un significato: ma non siamo forse noi a darglielo? E se per noi, che li sdegniamo, questi giorni sono solo la risposta a una domanda economica fatiscente, non è anche colpa nostra?

Tychondriax
Saturday, February 16, 2008 04:01:33
Giovedì: un’intera giornata passata ad aspettare di svolgere l’appello di IS… e alla fine della giornata ero felice, ma per il voto
.
Venerdì: mattina piscina e pomeriggio studio… alle 18.47, girando i canali, mi cade l’occhio su Studio Aperto… “Toh, che l’è sto san Faustino?” (davvero, non sapevo nemmeno esistesse).
Il mio non è nè pessimismo, nè ottimismo… semplicemente, indifferenza. Ogni giorno si fa quel che si decide di fare. E le conseguenze delle nostre azioni possono renderci felici o meno. Che sia il 14 febbraio o il 32 giugno
.
Marcoverga
Saturday, February 16, 2008 07:56:17
Non so come mai ma mi sento chiamato in causa… Io mi ritengo ottimista, in parte anche per quello che hai scritto tu (ogni giorno, a suo modo, è speciale) ma non solo per quello! Però sono io che decido quale giorno dev’essere speciale, non me lo faccio “imporre” dagli altri…
NoWhereMan
Saturday, February 16, 2008 08:52:36
Più che giusto. Immagino sia per questo che festeggi il Natale ad agosto, e il Carnevale a novembre.
Ma tu non sei uno di quelli che crede che Babbo Natale sia stato inventato dalla Coca Cola (enjoy).
Mi dirai di no, che è diverso.
Io credo però che, se ti venissero a dire che - ad esempio - questo San Valentino è una festa legata alla tradizione cattolica, non la vedresti più con la stessa negatività; e che, anzi, più che contro questo giorno, scelto in modo forse arbitrario da qualcuno che non conosci, ti scaglieresti piuttosto contro coloro che “ne hanno perso il significato più vero”, così come si usa fare verso gli ultimi giorni di dicembre.
Il fatto è che San Valentino è una festa legata alla tradizione cattolica.
Lo vedi: possiamo dire le stesse cose per una qualsiasi altra festa che coinvolga le persone.
Perché devo regalare le mimose l’8 marzo? Potrei anche non regalarle (peraltro secondo alcuni nemmeno si dovrebbe, ma questa è un’altra storia).
Non devi, ma è un gesto carino, e fa piacere (immagino, mai ricevuto mimose, però tra i soliti amici stronzi ci facciamo gli auguri. E non fa piacere. Ok, esempio di merda
).
Il punto è proprio questo: non mi importa chi o perché: non sono tanto le feste, le ricorrenze, e i giorni che ad esse sono legati; ma proprio il significato che ognuno vuole dar loro.
Saluti
Marcoverga
Sunday, February 17, 2008 05:42:53
Ti do pienamente ragione dalla prima all’ultima parola che hai detto.
Non è che odio la festa di S. Valentino, è solo che non sono mai stato abituato a festeggiarla! Non sto dicendo che tutti quelli che la festeggiano sono degli imbecilli o chissà cosa (in fondo ognuno può fare quel che vuole, infatti rispetto le loro idee anche se non le condivido), ma semplicemente che è una festa che non mi dice niente, tutto lì.
Ottima idea quella di regalare le mimose agli amici, non mi era mai venuto in mente…
MjB
Sunday, February 17, 2008 10:51:06
Ecco.
) però il primo week end che ci vedevamo cucinavo tutto a forma di cuore. Che, credimi, io sono l’antiromantica per eccellenza, però vuoi mettere che figo mangiare i ravioli a forma di cuore, il salmone a forma di cuore, le fragole, i biscotti e il pane a forma di cuore?
Concordo.
Ho avuto un ragazzo per sette anni che abitava a piu di un’ora di auto e a S.Valentino manco ci vedevamo (cazzo, questo si che era amore
E dentro di me speravo sempre che mi avesse comprato qualcosa di veramente chic (tipo un anello a forma di cuore come quello della Bruni).
Ok, ok.
Sono venale.
Ma mica faccio finta di no.
E ora che lui non c’è piu nella mia vita m’è rimasta la voglia di cucinare cose carine.
Vabbè.
Facciamo che sei invitato a cena.
Tanto un giorno vale l’altro, o no?
NoWhereMan
Sunday, February 17, 2008 11:27:00
per me va bene
però se vuoi anche l’anello prima mi sposo, poi divorzio e te lo regalo uguale alla mia ex-moglie.
ah, e devo anche diventare presidente.
prometterò meno tasse e più pilu: non posso fallire.
inizierò subito: fonderò il parito contro la legge di gravità e avrò così anche il voto di tutte le donne.
nel frattempo magari porto una rosa.
forse