Buona Pasqua
…in ritardo, mi avete fatto venire i sensi di colpa
Il futuro è adesso, ma non svegliatemi, che ho sonno
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…in ritardo, mi avete fatto venire i sensi di colpa
Stessa richiesta, altra persona, sempre nel momento migliore.
Siete imbarazzanti.
E’ per questo che non provo rimorso nel mandarvi entrambi di gusto affanculo.
Godetevela![]()
Io lo so che hai la faccia come il culo.
Non posso dire che non me l’aspettassi.
Ma cazzo.
Dai.
Sai cosa vuol dire “fuori luogo”?
Ventidue.
Ma vaffanculo, va’.
Ora potete anche infierire. Stronzi.
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Oggi, per la serie «L’Angolo della Didattica del NoWhereBlog» il NoWhereMan, che è un tipo sghigio, ti spiega come fare a chiedere le cose agli amici che non vedi o senti da molto molto tempo.
Leggi bene, perché, se non l’hai mai fatto, è una roba che ti può tornare utile.
La prima cosa di cui hai bisogno è un amico o un’amica che non vedi o senti da molto molto tempo, tipo qualche mese, ma meglio se qualche anno.
Bada di non avere mai dato l’impressione di voler mantenere un qualche genere di contatto durante tutto questo periodo; ti è tuttavia concesso averne espressa l’intenzione nel periodo in cui vi frequentavate.
Ti occorrerà poi decidere di cosa hai bisogno da questa persona.
E’ importante che questa sia una cosa assolutamente irrilevante.
Avrai bisogno inoltre della tua Faccia di Bronzo ™ (chi usa questa tecnica ne ha sempre una).
Appari dal nulla dopo il periodo di assoluto silenzio, via Instant Messaging (leggi: MSN Messenger) o via email, e ignora come la cosa apparirà di per sé curiosa.
Inizia con una concisa captatio benevolentiae, ma tale che non sia evidente che stai per chiedere qualcosa.
La cosa è in realtà ben evidente a causa del periodo di silenzio di cui sopra, ma la tua Faccia di Bronzo ™ ti permetterà fortunatamente di ignorare questo dettaglio.
Procedi con i classici rompighiaccio, ma non soffermarti troppo su questa fase: sii invece conciso e diretto (tanto ormai le tue intenzioni sono chiare).
Una volta superata la breve fase del “come va? è da un po’ che non ci sentiamo!” puoi quindi passare a chiedere quello che vuoi.
Continua a ignorare quanto il tuo tentativo risulti imbarazzante, e, anzi, fingi che la tua richiesta non sia premeditata, ma sia piuttosto un’idea balenata sul momento, e inseriscila con (goffa) disinvoltura nel discorso.
Puoi chiedere se “per caso” l’amico o l’amica ha “quella cosa” di cui hai bisogno (come se non sapessi per certo che ce l’ha!).
Concludi con grande profusione di baci e abbracci.
Attendi fiducioso la risposta del tuo amico (o della tua amica).
Te aspetta, eh?
A proposito di riscoprire i significati delle feste.
Peraltro questa in effetti, non è, tecnicamente parlando, una festa (il nome esatto è “Giornata Internazionale della Donna”).
Sarebbe come chiamare “festa” il 27 gennaio. Magari tra qualche anno ci arriviamo. Cosa regaleranno? Lasciamo perdere…
Comunque, stamattina parlavano di centenario, al tg, così vado a vedere l’articolo di it.Wikipedia.
Tralasciando la solita mia personalissima (non tanto) polemica sugli articoli in italiano sia di Wikipedia1 che di Nonciclopedia2, guarda caso oggi 8 marzo proliferano le modifiche a quella pagina, dove campeggia la parola comunisti.
Le modifiche riguardano l’incendio della fabbrica Cotton, evento da cui avrebbe avuto origine la Giornata, che pare in realtà una sovrapposizione tra fatti storici realmente accaduti, errori della stampa italiana, e pura leggenda metropolitana.
In realtà la giornata in effetti commemora le donne vittime sul lavoro di un incendio, posteriore al 1908, che dovrebbe invece essere la data di una grande sciopero per protestare contro le condizioni di lavoro delle donne.
Peraltro le correzioni, come si legge nella pagina di discussione dell’articolo sono in larga parte opinabili o imprecise.
Il cancro elettorale fa metastasi ovunque.
Detto questo, fanculo tutti, e io vi faccio gli auguri lo stesso. Poi al massimo teneteli da parte per un’altra occasione, e tirateli fuori quando avete bisogno di una parola gentile.
Ciao.