Thursday, July 10, 2008

Il prode Ansedo

Giacché prassi impone
che esame passato
sia verbalizzato
sul proprio libretto,
solerte e al più presto,

con posta a elettrone,
comunico tosto
a chi sia preposto
che quando si possa
di certo io passo.

Arrivami il testo:
«non è un gran problema
noi lo si sistema,
Comelico aspetta,
sia oggi o dimane».

Studente affannato
per prossimo esame,
però non rimane,
ma prende e poi parte:
prepara le carte.

«Giacché son vicino
- già pensa il cretino -
mi prendo un librino
dalla biblioteca
che vantaggio arreca

per fare la tesi.
Ormai son le quattro,
- credendosi scaltro -
mi fermo a studiare,
poi torno più tardi.»

Ma la biblioteca
è tutta un cantiere:
né libri a prestare
ti danno quest’oggi.
Andiamo a firmare.

E il tuo professore
non ha il tuo registro:
lo cerca, il maldestro,
ma poi non lo trova;
«ripassi poi ancora».

E’ pur desolato,
poteva anche dirlo,
vo’ là come un pirla,
e se lo sapevo
a casa restavo.

Non tutto è perduto:
ritiromi a studio,
mi seggo alla sedia,
e mentre Finestra
sul video palesa

Mi accorgo che il cellulo
rimasto è in vettura,
che in fitta radura
lontana è rimasta,
ma dato che costa

è meglio tornare;
benché stipulato
cristalli e anche furto,
se il vetro mi rompo
mi giran comunque.

Così al fine torno,
e per festeggiare
il tempo che ho adesso
lo sbatto nel cesso
per scriver cagate.

Comments are disabled.

  1. Meriteresti il Nobel per la letteratura.

  2. Concordo con dani… Ottimo componimento! Soprattutto molto ironico! :D

  3. Concordo con entrambi!
    Veramente spettacolare!
    Di la verità, l’hai scritto in bagno sul rotolo della carta igienica (così da interpretare letteralmente il penultimo verso) :-)

  4. Un genio :D

    (no, ok, forse qualche metro storto ma chi se ne frega :) )

  5. semplicemente geniale…:D

  6. @moppo: ammetto i metri storti, ma considera che l’ho scritta in mezz’ora :P

    Grazie a tutti :D

  7. Spettacolo. Complimenti davvero!

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