Ho riordinato la libreria
Lo so che sembra una cazzata, ma non tutti sanno quanto sono disordinato. Risparmio le millanterie di certuni: no, il mio disordine non è ordinato.
Nemmeno il mio ordine è ordinato.
Di solito inizio con le migliori intenzioni, magari perché mi sono svegliato curiosamente di buon umore. Oggi per esempio, ero di umore incerto. Vai a sapere.
Parto col tirare fuori i libri dalle pile e dagli infogni; dopodiché cerco lo scaffale adeguato: filosofia - filosofia; collane - collane; romanzi - romanzi…
Finché arrivo all’incirca a metà del lavoro e mi rompo i coglioni: a quel punto l’importante è una parvenza d’ordine, vale a dire niente pile o colonne, tutti disposti in verticale, studiando pure complicatissimi sistemi architettonici per fare in modo che quelli dell’angoliera stiano in piedi senza ausilio di fermalibri - tutti i fermalibri che ho sono già impegnati.
Stesso discorso vale ovviamente qualunque cosa io stia riordinando, come il cassetto della roba elettronica, che contiene cellulare, carica batterie, lettore mp3, et cetera, inizialmente ognuno in un comparto, precisi e allineati; oramai tutti alla rinfusa perché le prime volte puoi anche arrotolare i cavetti con i cosini di plastica nera, poi però torni a casa e sei stanco, non c’hai voglia, butti le chiavi nell’altro cassetto (che per motivi di dimensioni è necessariamente ordinato), ti fracassi i gioielli e te ne sbatti a cuor leggero.
Ripetere l’ultimo punto ad oltranza per alcuni giorni, settimane, mesi e poi tornare al punto iniziale, perché il divertimento possa proseguire all’infinito.
E per tutte le zone della casa.
Ma vuoi mettere la soddisfazione, quando rimiri il frutto del sudore della mattinata? Impagabile (per tutto il resto c’è Master Card).
Va be’, ora esco, devo andare a scoprire se mi hanno accettato la domanda di assegnazione di elaborato finale. Poi qualcuno mi spiegherà perché devo fare 906 passaggi con anticipi allucinanti per potermi laureare tra tre mesi.
A proposito, adesso dove cazzo sono le chiavi???
Apdèit: sì, l’hanno accettata ![]()