Rivendico il mio sacrosanto diritto di dimenticarmi i compleanni.

Sono abituato a non ricordarmi un cazzo, a dimenticarmi delle scadenze importanti, e a fare figure di merda con la gente che conosco e non.
Poi arriva un FaceBook qualunque, e pretende di ricordarmi tutti i compleanni di tutti quelli che ho come “amici”? Scherziamo?
Ora tu mi dici tanto meglio, smetterai di fare figure di merda.
Molto vero. Il punto è: io voglio smettere di fare figure di merda?
Non avere fretta a rispondere, è un quesito esistenziale.
Come quelli del volantino che una al citofono voleva rifilarmi oggi pomeriggio. BZZZ! «Buongiorno! Abbiamo una copia di un volantino contenente dei quesiti esistenziali. Se le interessa abbiamo qui la sua copia da metterle in casella!» «No.» A dire il vero non lo so se l’elenco di quesiti conteneva anche “ricordarsi i compleanni”, ma non importa. “Senza perdere di generalità, lasciamo l’esercizio al lettore, ecc. ecc.”.
Tornando al nodo della questione, tu ti chiederai perché non dovrei voler smetter di fare figure di merda.
Tanto per cominciare le figure di merda sono anche un po’ parte di quello che ci rende umani. Come gli impulsi primordiali di Keanu Reeves che guarda la ragazza col vestito rosso. E’ l’impulso di andare dalla ragazza col vestito rosso e dirle “ehi, piccola”. E scorgere dopo il suo nerboruto accompagnatore.
Gli animali, a parte gli stercorari, non fanno figure di merda. Hai mai visto, che so, un cane guardare con sufficienza un altro cane? No. Eppure si rincorrono il culo per leccarselo. Insomma, immaginati Keanu Reeves con la ragazza col vestito rosso. Hai voglia, schivare le pallottole, ma se prova a farlo, un cartone del nerboruto se lo becca. Quindi gli animali no. I primi ministri, quelli sì. Ma gli animali non diventano primi ministri. Nemmeno gli stercorari.
Ma non è neanche questo.
La domanda è: quanto valgono gli auguri che non hai nemmeno fatto un cazzo di sforzo per ricordare?
Non sarebbe perfino meglio continuare ad ignorarci piuttosto che scambiarci auguri con gente che fino a poco tempo fa si era dimenticata, persone con cui non avevamo più rapporti perché, per un motivo o per l’altro, ci eravamo persi di vista, solo perché qualcuno o qualcosa ci ricorda di una scadenza che magari prima ignoravamo del tutto? Gente che a volte è cambiata talmente che non la riconosci e ti chiedi allora se siano più cambiati loro o tu.
Preferisco ricordarvi con tutti i capelli. Condoglianze.
Eppure: se anche è effimero, fa piacere.
Fa piacere risentirsi, sapere cosa è cambiato. Ricordare qualcuno. Perché qualcuno magari non volevi davvero perderlo.
Dopo tanto tempo, siamo tutti di nuovo così vicini.
E tuttavia, in mezzo a quel rumore non sembra di essere ancora più lontani?