Non so perché
quel nonsoché
ch’è in te
da cogliere è un ardire
e folle è trattenere
e come chi non resta
rifugge e a stento sta.
Non so perché
quel nonsoché
sia in te,
ma so che in me
l’ardore
di vedere
rimane
e resta
e sta.

Di sicuro non è l’idea del muro, che ferisce. Fa male quando sbatti contro. E non sempre lo vedi; magari lo vedi, ma è tardi. Magari non vuoi vederlo.
L’idea non fa mai male. Sai sempre che ci passerai sopra, perché nella testa sei sempre più forte.
Puoi immaginarti mille volte di prendertelo in faccia, e non sarà mai come quando succederà davvero.
Perché sei di quelli che lo va a cercare; e guidi a fari spenti.
Ma non lo vedi, non ti importa.
Le cose astratte non fanno mai male.
L’altisonante servizio del TG5 di ieri fa assolutamente scompisciare.
Con un totale di n.1 (una) lavagna multimediale per scuola, sarà un po’ dura «mandare in pensione» molto presto cancellino e gessi (o pennarelli, per le scuole più cutting edge).
Ma la cosa più esilarante, a mio parere, è cos’è in effetti questa fantomatica “lavagna multimediale” — di cui abbiamo una diapositiva — che il servizio è ben lungi dal mostrare.
Niente stronzate fantascientifiche tipo display touchscreen, non scherziamo, la lavagna consiste in un proiettore frontale e una superficie a tocco bianca, sulla quale le immagini vengono proiettate.
Gli interessanti effetti collaterali sono che
- si vede una sega con le luci accese
- il software va “calibrato”, vale a dire che se urti il proiettore sei nella merda
Il fatto che poi ce ne sia UNA per SCUOLA significa che un insegnante che la voglia usare deve prima trasferire l’intera classe nell’aula preposta. Oltre a doverla prenotare prima, ovviamente.
Insomma, non diciamo troiate.