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Saturday, August 28, 2010

Saturday, August 21, 2010

Immagini

Lentamente si screpolano e perdono consistenza, vani, i ricordi, senza rumore, acquistando in dignità e virtù, elevandosi spontaneamente a precetti o idee, dall’apparenza incorruttibile.

E poi trovarsi a rileggere vecchie lettere, messaggi, intere conversazioni: come rivivere ciò che era stato con gli occhi di chi invece ora è.

Capire.

Specchiarsi.

Sorridere.

Tuesday, August 17, 2010

How-To: Fare una telefonata

Oggi, per la serie «L’Angolo della Didattica del NoWhereBlog», Edo, che è un tipo sghigio, ti spiega come fare una telefonata senza irritare il tuo interlocutore, specie se si tratta di Edo.

Regole base

Tipicamente una conversazione telefonica deve iniziare con la mistica parola “pronto“, che in italiano antico significa “pronto”.

Dopodiché, è gradito, ma solo opzionale, seguire con un saluto: «Pronto, buongiorno» (buonasera, se dopo le cinque; altrimenti buon pomeriggio; in caso di dubbio può essere perfino sufficiente un “salve”; e se sei in confidenza, addirittura “ciao”!).

È poi importante presentarsi ed eventualmente (specie in caso di chiamata formale) annunciare il motivo della chiamata: «Pronto, buongiorno; sono Ciccio Patato e chiamo per conto della Patato Limited: posso venderle un aspirapolvere?» (l’alternativa senza saluto è, naturalmente: «Pronto, sono Ciccio Patato e chiamo per conto…»); o anche: «Pronto, ciao, sono Gianfilippo, ti ricordi di me? Facevamo l’asilo insieme, tutto bene? Oh, son contento…».

Presentarsi è importante: è una forma di cortesia nei confronti dell’interlocutore, al quale non sarà perciò necessario rispondere con il tipico “chi parla?”.

La chiamata può poi proseguire con gli eventuali convenevoli, in caso di familiarità tra gli interlocutori; in caso di non familiarità, ci affidiamo al buon senso del lettore (o, qualora questi ne fosse del tutto privo, da cui il fare ricorso a questa guida, rimandiamo a una nuova eventuale futura guida in questa stessa sede, a un corso di bon ton, o dalla mamma, che non gli ha insegnato niente).

Una forma alternativa di chiamata prevede che la formula di apertura sia subito seguita da una richiesta di conferma del destinatario: «Pronto, casa Rossi?» oppure «Pronto, osteria “Da Gino lo Zozzo”?», al quale si suppone che dall’altro capo si abbia: «Sì, chi parla?» (a cui il chiamante avrà cura di rispondere presentandosi) o «Sì, mi dica»; oppure, in caso di sfortuna: «No, mi spiace, ha sbagliato numero» (o analoghi).

Per i meno attenti («tl;dr»)

Forma 1:

  • “Pronto”
  • Saluto (opz.)
  • Motivo (gradito)

Forma 2:

  • «Pronto, “nome-del-destinatario”?»

Esempi

Esempio 1

A: Pronto?
B: Pronto, buongiorno, sono Ciccio Patato della Patato Limited: posso venderle un aspirapolvere?
A: No, la ringrazio, ne abbiamo già uno.
B: Ma il vostro è della Ciccio Patato?
A: No, ma…
B: Perché i Ciccio Patato sono efficienti e aspirano più polvere, inoltre le abbiamo riservato un’offerta straordinaria, se lei…
A: riaggancia

[Giusto]

Esempio 2

A: Pronto?
B: Pronto, ciao, sono Gianfilippo, Edo è in casa?
A: Ah, Gianfilippo! (pausa, si sentono bisbigli…) Ah… (altra breve pausa) Cerchi Edo? Mi spiace non è in casa!
B: Ah, lo trovo sul cellulare?
A: (altra pausa) …Eh, no, l’ha lasciato qua…
B: Ah, ok, grazie comunque.
A: Ciao, ciao!
B: Può dirgli che l’ho chiamat…
A: riaggancia

[Giusto]

Esempio 3

A: Pronto?
B: Vasco?
A: Ehm, no?
B: Chi parla?
A: (irritandosi) Scusi, può dirmi chi è lei?
B: Ma sei Edoardo?
A: … Sì…
B: Ah, sono $LONTANO_PARENTE_CHE_NON_CHIAMA_MAI
A: Aaaaaahhhh… (scocciatissimo) ciao $LONTANO_PARENTE_CHE_NON_CHIAMA_MAI

[Sbagliato]

Esempio 4

A: Pronto?
B: Vasco?
A: Chi parla?
B: Ma sei Edoardo?
A: … Sì…
B: Ah, sono $LONTANO_PARENTE_CHE_NON_CHIAMA_MAI
ecc…

[Sbagliato]

Esempio 5

A: Pronto?
B: Anf, anf, anf, mmmm, anf siiì

[Sbagliatissimo]

Thursday, August 12, 2010

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