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Prima di cominciare, sappiate che questo è un post ScacciaFiga™.

Inoltre questo post è possibile che appaia polemico. In questo caso, mi dispiace tanto per voi, ma non me ne frega niente.
La premessa è che ho passato alcuni anni convivendo con Linux sul mio vecchio laptop, come unico sistema operativo.
Mi impegnai a far funzionare ogni singolo componente, segnalai alcuni bug attivamente. Ho anche proposto una patch per il kernel, che però non venne accettata. Infine, mentre studiavo gli internals del sistema operativo più odiato dagli hipster nerd e lo scoprivo molto meno cagoso di quanto alcuni vogliano far credere, divorziai quasi definitivamente da Ubuntu, Fedora, et similia, perché mi sembrava che i miei sforzi fossero inutili e non ripagati.
Ma come un «innamorato deluso», e come ad ogni nuova release, anche stavolta ho provato il live cd della nuova Ubuntu 11.04 1 (ah, e comunque, ho un cellulare con Android, se può servire).
In tutta sincerità, la nuova interfaccia mi sembra molto bella. Veramente elegante.
Non mi soffermerò troppo sull’argomento trattato ad nauseam dei pulsanti delle finestre a sinistra.
Personalmente credo che il ragionamento che giustifica questa scelta sia errato: le aree con cui il mouse agisce sono in genere a sinistra, quindi è naturale che tutto sia a sinistra; non lo è. Questo è, a mio modo di vedere, applicare in modo errato la legge di Fitts. Impastare tutti i comandi in alto a sinistra (specie quando una finestra è massimizzata) significa sì, far percorrere meno strada al cursore del mouse, ma anche incrementare la possibilità di errore nel puntamento. Ma, come ho detto, non importa.
Sono rimasto positivamente sorpreso dal fatto che il bluetooth venga abilitato correttamente (cosa che nelle precedenti versioni non accadeva), mentre su Windows per qualche ragione che va oltre le mie conoscenze, rimane disabilitato e invisibile al riconoscimento hardware finché non se ne installa il pessimo driver ma soprattutto il pessimo programma di controllo associato.
Peccato per la finestra di pairing. Il cellulare mi ha mostrato un codice che ipoteticamente avrebbe dovuto essere visualizzato anche su questa finestra, che era invece inspiegabilmente vuota. Un baco, ovviamente.
Il WiFi nel corso dei miei brevi test non ha avuto problemi.

Il mio rapido test – per mancanza di tempo – è consistito nel collegarmi usando il famigerato me menu (o Messagging Menu) al sistema di Instant Messaging che uso abitualmente, vale a dire Windows Live Messenger2 e contattare un amico.
Faccio notare che ho inserito i dettagli del mio account direttamente da questo menu solo perché sono già a conoscenza della sua esistenza. È pur vero che avrei potuto usare il menu in alto a sinistra e cercare “Chat” e sarebbe saltato fuori il client Empathy attraverso il quale avrei probabilmente potuto fare la stessa cosa.
In ogni caso, una volta terminato il setup del mio account messenger, ed effettuata la connessione, ho trovato assolutamente non chiaro come iniziare una sessione di chat con un amico.
Il menu con il fumetto non contiene la contact list.
Ho provato a cercare una guida da qualche parte, ma non l’ho trovata. Ho provato a premere il tasto F1 che non ha prodotto nessun effetto. Infine ho digitato “help” nel menu in alto a sinistra. Bam.
Desolante che la ricerca di “instant messaging” o “chat” non restituisca alcun risultato utile a risolvere il mio problema.
Finalmente cerco Empathy nel menu e riesco a iniziare una sessione.
Più tardi ho scoperto che dovevo guardare il menu con l’icona di una busta. Meh.
Nel frattempo, provo a inviare uno screenshot all’amico3. Il trasferimento termina immediatamente.
Per puro caso scopro una voce Send To all’interno del menu contestuale dell’immagine. Rimango piacevolmente sorpreso dal grado di integrazione tra componenti del sistema operativo: mi è possibile inviare file ai miei contatti di chat direttamente usando il tasto destro.
Nuova delusione, qualunque opzione scelga nella finestra (compressione sì/no) appare solo un laconico errore “(null)”.
A questo punto decido di installare un client alternativo, Pidgin. Pidgin si integra anch’esso nel Messagging Menu. Va a pestare un po’ i piedi ad Empathy e decido di mandare quest’ultimo offline usando l’apposito menu, ma “ovviamente” va offline anche Pidgin. Tra virgolette, perché mi aspetterei che almeno il sistema durante l’installazione mi avvisasse del possibile problema.
Ri-abilito Pidgin usando il menu interno dell’applicazione.
Provo a inviare lo screenshot. Pidgin va in crash. Sarà il caso di segnalare il problema. Ottengo un secondo, criptico messaggio di errore4.
Tralascio di parlare di problemi grafici che ho riscontrato con il driver grafico incluso; stranamente non viene proposta l’installazione dei Catalyst proprietari.
In ultimo, ho inserito una chiavetta, che per puro caso conteneva dei filmati.
Doppio clic, vediamo come se la cava nella ricerca dei codec.
Il sistema purtroppo propone la ricerca automatica, ma fallisce con errori al solito poco chiari.
Nel corso dei test ho fatto un po’ fatica ad abituarmi al comportamento delle icone del launcher; al clic di un’applicazione già in primo piano mi aspettavo di vedere la finestra minimizzarsi, invece il clic sembrava non produrre alcun risultato; a meno che non fosse un’applicazione multi finestra, nel qual caso si produceva un effetto tipo Exposé.
Conclusioni
Bella la presentazione, l’esecuzione un po’ meno. Del resto, Ubuntu a questo mi ha abituato: una prima impressione piacevole, una serie di piccoli difettucci, uno dietro l’altro, una volta che gratti la superficie; e senza nemmeno sforzarti troppo.
Durante i miei test, o durante la mia stessa lunga convivenza con un sistema Linux5 ciò che irrita o semplicemente lascia l’amaro in bocca è la sistematica presenza qua e là di piccole-grandi sviste come queste, che rendono un’esperienza utente, altrimenti piacevole, maldestra e poco rifinita.
Avendo tempo e voglia di dedicarcisi, può dare anche anche delle soddisfazioni. Può anche rendere produttivi.
Fino al prossimo upgrade, almeno.
Ironico comunque. «Sempre meglio un’installazione pulita», dicono. Ma non era Windows quello da formattare ogni 6 mesi?
Footnotes
- e di Fedora, ecc. ma ora si parla di Ubuntu ^top
- No, non ho intenzione di convincere tutti i miei amici a passare a XAMPP o salcazzo perché zOMG PROPRIETARY!!1! Non mi aspetto che la compatibilità sia totale, purché il programma non vada in crash ^top
- No, non ho intenzione di farmi un account su Ubuntu One solo per inviare uno screenshot ^top
- Intendiamoci, capisco perfettamente questo messaggio, così come ne comprendo altri che chiamerò “poco chiari” più avanti, avendo già maturata esperienza; voglio dire che sono messaggi formulati male e che danno poche informazioni o poco utili a chi non sia un addetto ai lavori ^top
- oh, perdonate, GNU/Linux, o GNU/Xorg/Gnome/Linux, o GNU/Xorg/(PulseAudio|OSS|ALSA)/(Gnome|KDE|XFCE|LXDE|FWVM|OpenBox)/Linux. E il mio cellulare Android? Oh, cazzo. ^top
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