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Wednesday, August 31, 2011

Surviving Mozilla’s fast release cycle on Windows

If Google Chrome has taught Mozilla a lesson, that’s «zOMG LET’S DO A MAJOR RELEASE VERSION BUMP EVERY 3 MONTHS OR SO COZ IT’S FUN AND SHIT1». However, they forgot the «also, let’s not bug users with elevation prompts every fucking time we release an update, we don’t really need to install system wide»-part.

That’s why the default installation folder is %ProgramFiles%, while Chrome sits silently, buried in the deep of your AppData folder.

The stupid trick of the day is that if you install to a user directory, luckily you will not be prompted for elevation. This works both for Firefox and Thunderbird.

Step 1

custom.jpg

Choose custom install.

Step 2

browse.jpg

Browse to your custom application folder. Mine is setup as %UserProfile%\Apps

Incidentally, that’s the folder where I install portable/no-install applications.

Step 3

Enjoy now almost-hassle-free updates.

Footnotes

  1. «also, Microsoft sends us a cake each time, so that’s cool» ^top

Monday, May 9, 2011

La localizzazione di un programma per computer non è la parafrasi di un poema epico

Personalmente odio la tendenza dei localizzatori italiani (per lo meno quelli dilettanti, nel senso di “coloro che lo fanno per diletto”) a volere non solo tradurre ma anche parafrasare il testo dei messaggi dei programmi di cui si occupano.

Ricordo chiaramente un programma di Instant Messaging (Pidgin, versione Ubuntu) nel quale la “buddy list” è diventata la lista dei “conoscenti”. What. The. Fuck. Ma “Contatti” non andava bene? (che poi a voler ben vedere “buddy” non vuol dire nemmeno “contatto”)

Molto spesso un programma può mostrare un messaggio di errore non chiaro, mal formulato o che contiene troppi tecnicisimi; la tentazione di ovviare a tale mancanza nella traduzione è forte.

Tuttavia, a mio modo di vedere, questa tendenza è più dannosa che utile: anche se il messaggio originale è poco chiaro, va comunque tradotto letteralmente o, ancora meglio, va modificato l’originale e poi ancora lo si traduce letteralmente.

Una parafrasi non giova realmente a nessuno: se il messaggio fin dall’inizio non è chiaro, non dà nessuna informazione utile in qualsiasi lingua sia formulato; il traduttore può travisarlo e per di più può renderne difficile l’identificazione.

Se, nel tentativo di risolvere un problema legato a un messaggio di errore, si ricerca su Internet il testo della versione localizzata, potrebbero non essere disponibili informazioni utili; se si tenta allora con la strada di ri-tradurre in lingua originale un messaggio tradotto liberamente ovviamente si troverà anche meno.

È importante che i termini chiave rimangano semplici da identificare nella versione tradotta.

Un traduttore deve tradurre, non parafrasare; per quello esistono le parafrasi; e, in un programma per computer, per le parafrasi non c’è posto.

Monday, May 2, 2011

‘bbuntu

Prima di cominciare, sappiate che questo è un post ScacciaFiga™.

home-main.png

Inoltre questo post è possibile che appaia polemico. In questo caso, mi dispiace tanto per voi, ma non me ne frega niente.

La premessa è che ho passato alcuni anni convivendo con Linux sul mio vecchio laptop, come unico sistema operativo.

Mi impegnai a far funzionare ogni singolo componente, segnalai alcuni bug attivamente. Ho anche proposto una patch per il kernel, che però non venne accettata. Infine, mentre studiavo gli internals del sistema operativo più odiato dagli hipster nerd e lo scoprivo molto meno cagoso di quanto alcuni vogliano far credere, divorziai quasi definitivamente da Ubuntu, Fedora, et similia, perché mi sembrava che i miei sforzi fossero inutili e non ripagati.

Ma come un «innamorato deluso», e come ad ogni nuova release, anche stavolta ho provato il live cd della nuova Ubuntu 11.04 1 (ah, e comunque, ho un cellulare con Android, se può servire).

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