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Monday, February 16, 2015

Ciao Molly.

Ci hai lasciato ieri dopo 16 anni di amore incondizionato. Occuperai per sempre un posto speciale nei nostri cuori.

Monday, June 9, 2014

SVN chokes on case-insensitive file systems upon renaming

So, this is what I’ve been fighting over

!       src/silver/main/Sm
!       src/silver/main/Sm/Main.sv
!       src/silver/main/Sm/Syntax.sv
!       src/silver/main/Sm/Terminals.sv

The friggin’ exclamation mark was because I actually renamed the directory ‘Sm’ to ’sm’ (lower case ’s’) because otherwise the example I’m working on won’t probably work on a case-sensitive FS. Problem is, doing a local ‘rename’ caused SVN to go crazy, as it would watch both the ‘Sm’ and the ’sm’ directory which, of course, happened to be exactly the same.

No problem, I said, let me just delete it on the server. NOPE. So, here’s how I did it:

  • add the new directory
  • commit (explicitly dir-by-dir if necessary) the local changes in the renamed directory
  • `svn rm` the shit out of `Sm` (that is, the upper-case directory): DISCLAIMER: it will delete `sm` so please be sure that you have committed everything you needed to stay
  • `svn up` so the content is restored from server, and fucking SVN is happy again

and now, an appeal: dear tool developers, please be aware that case sensitive file systems are not the norm. THANKS.

Sunday, May 4, 2014

Giro di Boa

Arrivati al 4 maggio, mancano solo 5 mesi alla fine del mio dottorato.

Sì, tecnicamente finisco il 31 di ottobre, quindi sarebbero sei mesi, ma a me piace contare dall’ultimo. Anche perché la mia tesi dovrà essere praticamente finita per settembre, in modo che i referee la possano leggere prima di dicembre. Perché la defense avverrà non prima di gennaio. E la proclamazione, di lì a qualche settimana. Insomma, tempi biblici, ma ormai, anche quest’anno inizia a volgere al termine. Devo portare ancora un po’ di pazienza, che è già a un livello di soglia da almeno un anno. Ma è arrivata la primavera, e tanti nodi si stanno sciogliendo. Ancora poco. Oh, e per festeggiare ho prenotato delle vacanze fighe. Ho anche il passaporto. :P

Saturday, October 26, 2013

Souvenirs de Bretagne — Episode 4: «Tirando le Somme»

In questo momento sto scrivendo dall’aeroporto Paris Charles de Gaulle. Giovedì è stato ufficialmente il mio ultimo giorno di lavoro a Rennes, e alle 4 ero già in stanza per un po’ di relax e preparare la valigia.

L’esperienza in sé è stata positiva, anche se le ultime giornate sono state un po’ tese. Ho fatto dono alla residenza della maggior parte degli acquisti ad uso casalingo: pentolame, utensili… sapone per i piatti. Non ho idea di cosa usassero per pulire la (poca) roba in dotazione al cucinotto comune. L’ultima sera mi sono mangiato un hamburger al Quick di Republique, e ieri ho trascinato il mio pesante valigione fino alla stazione del TGV. Dico trascinato perché sembra che le ruote siano consumate e non girino bene, quindi ho du’ braccia così. Ieri ho trascorso il pomeriggio in una Parigi piovosa. Ho fatto un pochino di shopping in Rue de Rivoli (poca roba in realtà, avevo davvero poco spazio in valigia), e sono passato davanti alla Sainte-Chapelle, all’Hotel de Ville, al Grand Chatelêt, al Louvre e infine a Notre Dame. Poi mi sono un po’ perso ma alla fine sono riuscito a tornare in albergo a Montparnasse.

A proposito, Notre-Dame è molto bella, ma molti curiosamente trascurano la Sainte-Chapelle. Se vi trovate a Parigi per qualche ragione, visitatela e vi assicuro che quelle immense vetrate vi mozzeranno il fiato.

Comunque sia, gli ultimi tre giorni a Rennes sono passati, e mi appresto a tornare a casa. È passato quasi un mese. Sarà dura tornare alla vita di tutti i giorni.

Tuesday, October 22, 2013

Souvenirs de Bretagne — Episode 3: «Two Bulls Sitting on a Hill»

Dicono che viaggiare ti arricchisce, ed è probabilmente vero.

Ho conosciuto molte persone venendo qui. La scorsa settimana, a pranzo, Suresh ha attaccato bottone con un simpaticissimo newyorkese di nome Walter che fa il guardiano al cimitero americano di St. James. Se (o meglio dire quando?) un giorno visiterò New York, non mancherò visitare Ellis Island, di vedere la 42esima, dove ad ogni ora del giorno e della notte trovi quello che vuoi, e Central Park. Al Greenwich Village invece abbordi le fighe se dici loro che questo week end sei lì per allenarti con i New York Jets. Ma penso che la Ele potrebbe indispettirsi, specie se lei è lì con me. Ha anche raccontato una vecchia barzelletta tratta da un film.

La settimana è finita. Venerdì sera sono riuscito a gustarmi il mio kebab e a bere un paio di birre, poi mi hanno fatto scolare altra robaccia. Qui c’è l’uso di offrire a turno. Non lo apprezzo particolarmente visto che tra tre giorni me ne vado. In ogni caso un giro l’ho dovuto offrire io. Morale: sabato mini-hangover, ma ne sono uscito decentemente. Mi hanno anche trascinato in una specie di orrenda mini-disco latinoamericana da cui mi sono salvato solo grazie a degli auricolari in-ear. Purtroppo avevo dimenticato i miei ear-plug a casa. Serata divertente comunque. Uno del gruppo era un cubano a cui — non sapendo — stavo cercando di insegnare la ricetta del Mojito, che mi risulta contenere zucchero di canna non raffinato («brown sugar»). Stava per offendersi.

Domenica invece sono riuscito a visitare Saint-Malo e devo dire che ne è valsa decisamente la pena. Un posto meraviglioso. E’ stato senza dubbio uno dei lati positivi di questo viaggio. Sotto altri aspetti, invece, sono un po’ deluso. Immagino non si possa avere tutto.

Monday, October 14, 2013

Souvenirs de Bretagne — Episode 2: «Cessone»

La frazione di Rennes in cui il campus si trova, si chiama Cesson-Sévigné; cosa che avrebbe dovuto far sospettare della bellezza del posto, in particolare della mia residenza. I nativi qui hanno cercato di nascondere il fatto chiamando invece il campus Beaulieu.

cessone.png Ma in effetti il campus è un bel posto, il solo cessone qui è questa stanzetta. Ma non importa. Questa settimana sono riuscito ad organizzarmi per le cene, andando svariate volte al supermercato, e finalmente ho deciso di usufruire della lavanderia interna al campus, invece di fare venti minuti di passeggiata per trovare il primo centro abitato. Le lavanderie dell’INSA (l’istituto para-universitario della cui residenza sono ospite) fanno fede al nome della piccola cittadina. Sono diroccate, molte delle lavatrici sono guaste, e il loro numero è risibile rispetto ai posti letto (più di mille, stando al loro sito; contro le 3+4 lavatrici, disposte su due lavanderie, di cui 2+1 guaste). Il primo incontro non è stato dei più felici: nella prima lavanderia non c’era detersivo, in entrambe mancava un cambia monete. Ah, e comunque in stanza non va il riscaldamento, domani vado a rompere i coglioni. Forse dovevo seguire il consiglio di Suresh e aspettare a fare il bonifico.

Va be’, comunque, grandi traguardi della settimana: paper ri-sottomesso a conferenza dopo major review (in cui modestamente ritengo di aver fatto il miracolo), altro articolo — stavolta per rivista — accettato. Inoltre giovedì ho presentato Neverlang — il progetto principale del nostro laboratorio — e ho ricevuto molti complimenti per il lavoro, ma soprattutto — cosa che ovviamente mi rende tronfio e orgoglione — per l’esposizione e la bontà del mio inglese. Due persone mi hanno addirittura chiesto se l’inglese era la mia prima lingua o se avevo fatto soggiorni all’estero. Soggiorni all’estero sì, ma mai in paesi di lingua inglese; sì, be’, se escludi quei cinque giorni a Dublino con Eleonora; ma non credo contino.

Infine sono riuscito a visitare Mont Saint-Michel, cosa che tenevo molto a fare. Questa settimana vedo se riesco anche a visitare Saint Malo, di cui mi dicono meraviglie. Temo sarà anche la settimana più dura, perché bisognerà lavorare assiduamente per mettere a punto il nuovo paper.

Il ritorno a casa si avvicina già, e dunque anche il tempo di lasciare Cessone. Ma prima di tornare faccio una sosta a Parigi #Sucate. Già temo cosa significherà tornare alla vita di tutti i giorni dopo un mese da solo.

Sunday, October 6, 2013

Souvenirs de Bretagne — Episode 1: «Come Ho Imparato a Smettere di Preoccuparmi e ad Amare le Cucine di Merda»

La prima settimana qui a Rennes è stata un po’ traumatizzante. Mi aspettavo una sistemazione diversa, e ancora un po’ mi rode di dover condividere non solo la cucina, ma anche un frigo minuscolo, anche perché spendo comunque $SOLDI. Inoltre, la cucina ha uno strano odore. Ho comprato stoviglie e pentolame perché quello che mi offriva la casa era una (1) padella. Ah, e qualche piatto.

rennes-theatre-small.jpg Al mio arrivo martedì, Rennes mi ha accolto con il suo tempo tipico — dicono — cioè la pioggia. Suresh — il collega con cui sto collaborando — mi è venuto a prendere in stazione e mi ha condotto fino al mio appartamento nel campus.

Alla reception ci ha accolto… nessuno. Dopo quasi mezz’ora di attesa, un tizio della security mi ha smollato le chiavi dicendo l’equivalente francese di «teh, ciàpa» (o almeno credo, il mio francese è un po’ arrugginito), e nessuno mi ha spiegato niente.

Prima di tutto, ho sbagliato piano. Le camere del gruppo 100 si trovano sì al primo piano, ma anche al primo piano interrato. Se non avessi chiesto a qualcuno non l’avrei mai trovata.

Dopodiché la vera sorpresa è stata di NON trovare nessuna cucina nella mia stanza (cosa che stando a quanto mi avevano detto non doveva accadere). Dopo attimi di panico — sono notoriamente una persona che non si fa prendere dal panico facilmente, divento solo isterico — parzialmente sanati da una gustosa galette e del delizioso sidro, riparto alla volta della mia stanza per venire accolto da odore di cibo. Per così dire. Si tratta piuttosto dell’odore di carnaccia mal cotta. In ogni caso, scopro che l’anonima porta in fondo al corridoio che reca istruzioni per connettersi ad Internet in effetti conduce al cucinotto.

Infine, pare che questo campus — non sono ironico: bellissimo! immerso nel verde — sia relativamente lontano da supermercati. Il primo giorno mi sono dovuto attrezzare per raggiungere il più vicino… sbagliando ovviamente strada — sono notoriamente una persona con un buon senso dell’orientamento, è solo che però mi perdo. Ho acquistato beni di prima necessità, tra cui il famoso pentolame, pasta, sugo e buste di zuppa Knorr. Sudando come un maiale, perché questa prima settimana a Rennes, nonostante le previsioni avverse, ha fatto più freddo a Milano, stando a quanto mi dicono. Finalmente oggi c’è di nuovo quel bel tempo coperto, che ridona parziale senso ai due maglioni di lana e alla giacca a vento che mi hanno occupato più di mezza valigia. Ah, nel caso ve lo steste chiedendo, sì: c’è chi ancora ti vende le baguette nella cartucciella. E ci ho fatto 4 fermate di autobus; ho deciso di sbocconcellarla per ridurre la possibilità di contaminazione e perché era fragrante e gustosa. Almeno l’autobus era semivuoto.

Ad ogni modo, il laboratorio è enorme , bellissimo. Quando tornerò in UniMi mi sembrerà un paese in via di sviluppo. I ragazzi sono simpatici e gentili. Finora la collaborazione non è ancora entrata nel vivo, ma ci sono ancora tre settimane davanti a noi.

Ieri ho visitato il mercato. Molto caratteristico, e pieno di roba gustosa. Ieri ho comprato questo delizioso jamboneau che mi sono gustato con le patatine.

Peccato che ho un po’ di remore a riempire il frigo, ma credo dovrò farmele passare, perché vedo che man mano che il tempo passa, i miei compagni di piano lo stanno riempiendo. Dietro alla porta della mia stanza c’è scritto che il cucinotto è destinato alla sola colazione; la responsabile del servizio mi ha detto che posso invece farne l’uso che preferisco, e che la scritta è da intendersi come “purché non si preparino cose che fanno odore, tipo i fritti”. Sorvolando sul fatto che la colazione tipica all’inglese comprende uova fritte e pancetta, nel frigo ho visto, nell’ordine:

  1. Rognone, martedì sera
  2. Fegato, mercoledì
  3. ieri, cuore

C’è chiaramente qualcuno che ha dei problemi qui. E c’è anche un cinese che mangia — senza offesa — quelle zozzerie gusto pesce che si scaldano con l’acqua calda. Magari sono la stessa persona, chissà. Almeno il mio jamboneau con patate aveva un buon profumo. De gustibus, immagino.

Questo pomeriggio penso farò un giro in centro, visto che nelle prossime settimane non ne avrò molto tempo; penso di visitare Mont Saint-Michel e forse Saint-Malo.

Monday, August 19, 2013

Roger era un cubo

Roger era un cubo, Thomas Was Alone

Humble Weekly Sale, c’è anche Amnesia.

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