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Monday, August 19, 2013

Roger era un cubo

Roger era un cubo, Thomas Was Alone

Humble Weekly Sale, c’è anche Amnesia.

Friday, December 21, 2012

Forse la fine del mondo c’è già stata e non ce ne siamo accorti.

Visti alcuni accadimenti recenti, e l’aria che tira qui da me, sembra quasi che sia già successo. Almeno, visto il clima, e il modo di vedere le cose. Non certo il mio, chiaro, ma è ovvio che, dai e dai, certe cose ti contagiano. Ed è difficile non essere contagiato da quelle cose con cui hai a che fare da tutta la vita. E c’è un desiderio di uscire, e andare via. Un desiderio che dopo tutto è anche naturale che ci sia, anche se qui viene sempre visto come una partenza per la legione straniera, che ti fa chiedere: ma come faranno tutti gli altri? E alla fine lo farai, certo, vorresti solo quell’appoggio che finora non era mai mancato, e che invece adesso che stai diventando grande (o lo sei già diventato?) sembra invece non esserci come un tempo, perché anche loro lo sanno, che non sei più un bambino.

E forse è anche questo diventare grandi.

Capire che ogni status quo non è per sempre, che c’è un punto in cui un cambio pagina è inevitabile, e lo è per tutti. Ti guardi indietro e pensi a quando credevi di avere tanti problemi insormontabili, e quasi sorridi, perché adesso è tutta un’altra cosa; ma al contempo sorridi davvero. Perché in questo turbine di sconforto, rabbia, e voglia di scappare, hai ancora nel cuore una certezza, che una volta non avevi.

Hai lei. E lei sì, che è la fine del mondo.

Tuesday, November 27, 2012

160 sfumature di testo.

È oggetto di discussione, ma sembra che le caratteristiche della lingua in cui si parla influenzino il modo in cui le persone non solo comunicano, ma anche formulano i pensieri. Le funzioni di autocorrezione dei moderni smartphone “suggeriscono” le parole (talvolta con effetti comici). Secondo alcuni bisognerebbe “lasciarsi aiutare” da questi strumenti, che pure si adattano e imparano in base ai nostri errori; ma il rischio non è che, alla fine, siamo noi ad accomodare ciò che scriviamo per lo strumento? Mi chiedo quanto quanto la tecnologia possa realmente influire sul modo in cui ci esprimiamo e, infine, sul modo in cui pensiamo.

Saturday, January 14, 2012

Due anni.

Ho sei bicchieri nuovi e sei tazzine da caffè.

6-bicchieri.jpg

Image courtesy of RCR

Una volta ho conosciuto una ragazza. Era un bel periodo. Conoscevo un sacco di ragazze. Be’, questa ragazza viene da me a fine lezione e mi fa: «ma tu conosci il Vale?». Non ricordo quale fu la mia espressione in quel momento. Probabilmente lei ve la saprebbe descrivere meglio. Tuttavia, sono certo che trasparisse una certa perplessità. Oddio, “conosco”. Era stato qui ai corsi un po’ di tempo fa, era amico di un mio amico. Tra l’altro ero anche andato a casa sua a cena una volta. Sì, va be’, ma nient’altro, ecco. Interrompo questo flusso di coscienza ricordando che la domanda presupponeva una risposta udibile, sicché rompo gli indugi con un incerto «…sì?».

Certe cose arrivano nella vita inaspettate. Sono improvvise. Come la prima volta che mi hai chiamato «amore», o la prima che mi hai detto «ti amo».

Nell’ultimo anno passato insieme sono successe tante cose. Ho finito di scrivere la tesi. Mi sono laureato con lode. Ho iniziato il dottorato di ricerca. E poi abbiamo viaggiato. Abbiamo festeggiato il nostro secondo San Valentino. Ti ho regalato un anello. Siamo andati sul Mar Rosso. Siamo andati a Parigi.

Lo scorso settembre è mancato il fratello di mio padre. È andato via in silenzio, e all’improvviso.

Ci sono cose che accadono inaspettate, e vorremmo non accadessero mai.

Ma io ho sei bicchieri nuovi e sei tazzine da caffè. E aspettano, nel mio armadio, una cosa improvvisa.

Saturday, August 21, 2010

Immagini

Lentamente si screpolano e perdono consistenza, vani, i ricordi, senza rumore, acquistando in dignità e virtù, elevandosi spontaneamente a precetti o idee, dall’apparenza incorruttibile.

E poi trovarsi a rileggere vecchie lettere, messaggi, intere conversazioni: come rivivere ciò che era stato con gli occhi di chi invece ora è.

Capire.

Specchiarsi.

Sorridere.

Saturday, June 26, 2010

Resti fra noi

In un rapporto reale lo scontro dialettico è inevitabile.

È un modo per riaffermare l’io, e per rinforzare le fondamenta; è una componente non solo importante ma anche necessaria, giacché è solo mediante lo scontro (non necessariamente violento) che si può giungere ad un’hegeliana sintesi armoniosa.

In summa, tu ogni tanto mi devi proprio rompere le palle, se no non son contento.

Ma alla Ele non glielo dite, che se no poi se ne approfitta.

Sunday, May 23, 2010

4<3

a < b
1 · a < 1 · b
(4 − 3)a < (4 − 3)b
4a − 3a < 4b − 3b
4a − 4b < 3a − 3b
4(a − b) < 3(a − b)
4 < 3

4<3

Wednesday, May 19, 2010

Realtà

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Sono fermamente convinto che sia sciocco, o quantomeno ingenuo, riconsiderare una successione di eventi indipendenti in funzione di un unico, singolo avvenimento; d’altra parte ci sono momenti che non riesco a farne a meno. In fondo, siamo qui perché qui è dove quella successione di eventi, ognuno conseguenza dell’altro, ci ha condotti.

Sarebbe sciocco e ingenuo credere che fosse tutto in preparazione di oggi (di ieri, di domani).

Ma ti guardo; e più ci penso, più non ci credo.

Immagine: “Sunflower” by AD Blues (Flickr)

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