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Friday, June 12, 2009

Addio gessetto sticazzi

L’altisonante servizio del TG5 di ieri fa assolutamente scompisciare.

Con un totale di n.1 (una) lavagna multimediale per scuola, sarà un po’ dura «mandare in pensione» molto presto cancellino e gessi (o pennarelli, per le scuole più cutting edge).

Ma la cosa più esilarante, a mio parere, è cos’è in effetti questa fantomatica “lavagna multimediale” — di cui abbiamo una diapositiva — che il servizio è ben lungi dal mostrare.

Niente stronzate fantascientifiche tipo display touchscreen, non scherziamo, la lavagna consiste in un proiettore frontale e una superficie a tocco bianca, sulla quale le immagini vengono proiettate.

Gli interessanti effetti collaterali sono che

  1. si vede una sega con le luci accese
  2. il software va “calibrato”, vale a dire che se urti il proiettore sei nella merda

Il fatto che poi ce ne sia UNA per SCUOLA significa che un insegnante che la voglia usare deve prima trasferire l’intera classe nell’aula preposta. Oltre a doverla prenotare prima, ovviamente.

Insomma, non diciamo troiate.

Tuesday, April 28, 2009

Il dramma dell’Utonto

giacobbo.jpg

Secondo alcune leggende, suffragate dalle numerose dichiarazioni di presunti testimoni oculari, nell’habitat naturale dell’informatico per diletto, il forum di discussione, troverebbe rifugio anche l’Utente Medio, conosciuto anche come Utonto, una creatura mitica e multiforme la cui natura è avvolta nel mistero.

Per quanto ci è dato di sapere, l’Utonto è inetto all’uso degli strumenti informatici, è una creatura intellettualmente pigra, scarsamente desiderosa di estendere i propri orizzonti, e preda delle malvagie società monopoliste.

L’Utonto usa il mouse come pedale e usa il lettore di CD come portavivande; l’Utonto fotocopia il monitor per stampare una pagina; l’Utonto invia i fax appoggiando i fogli sul monitor e pigiando il tasto “invia”.

uomo-medio.jpg

L’Utonto - secondo le voci - usa sistemi operativi malvagi e inferiori non perché rispondono perfettamente alle sue esigenze, ma solamente per abitudine e, peccando di accidia, non fa lo sforzo di abituarsi a qualcosa di migliore: l’Utonto vuole infatti la pappa pronta.

L’Utonto utilizza unicamente il calcolatore per navigare in Internet, leggere la posta elettronica, scrivere lettere in un programma qualsiasi di elaborazione di testi, e ascoltare la musica.

L’Utonto non guarda dischi bluray; non monta filmati; non usa il calcolatore in ambito professionale senza essere un professionista del settore informatico; per i videogiochi ha una console.

Nessuno ha mai visto realmente un Utonto in carne ed ossa, alcuni sostengono che semplicemente non esiste.

Anche se alcune voci non confermate parlano di un avvistamento a… Rennes-le-Château!

Saturday, April 25, 2009

L’ultima ruota del cazzo

Ogni anno, puntualmente mi si buca una ruota della bici.

In particolare la camera d’aria mi si rompe proprio nel punto in cui c’è la valvola, quindi sostanzialmente è da buttare.

Non che se non fosse da sostituire completamente e bastasse ripararla con mastice e pezzette la rottura di cazzo sarebbe minore, anzi, ma così devo comunque fare un giro a comprare le camere nuove.

Fortuna (!) volle che stavolta, diversamente dal solito, fosse quella davanti a sfancularsi, e non l’orrida ruota posteriore.

Dopo aver lasciato giacere la bicicletta per alcuni mesi, monca di una ruota, in cantina, pronta per essere rimontata, avendo finalmente a disposizione un po’ di tempo libero (logica 2, dato: TRENTA! Muahahahahah), ho colto oggi l’occasione per dedicarmi al problema.

Ho sostituito la camera d’aria, ho rimesso al suo posto il copertone e l’ho rigonfiata, non prima di rendermi conto del perché l’operazione di gonfiaggio richiedeva bicipiti allenati e alcune ore di pazienza: il beccuccio interno della pompa era montato al contrario (ovviamente da me, da tempo immemorabile).

Ovviamente i più attenti già si saranno chiesti se non sarebbe più corretto prima rimontare, e poi gonfiare.

Sì.

Una volta sgonfiata e rimontata la ruota anteriore, mi apprestavo dunque a dare una pompatina anche alla ruota posteriore.

Quale non è stata la mia sorpresa quando, gonfiandola, è saltata anche quella valvola, costringendomi a smontarla e a sostituire con una nuova camera d’aria anche quella della maledetta ruota posteriore.

Oh, caspiterina!

Saturday, March 21, 2009

HotSync è una pila di merda fumante

Questo post è ScacciaFiga ™.

Esistono argomenti che è bene non trattare in presenza di donne e belle ragazze, giacché hanno come terribile effetto quello di spaventarle e allontanarle.

È per questo motivo che in zona-settore-biologia è necessario fare attenzione, ma soprattutto gettare di tanto in tanto parole quali mitocondri, piastrine, ciclo di Krebs, reticolo endoplasmatico liscio e rugoso in modo tale da non alterare l’equilibrio e disperdere il branco.

Viceversa, mai e poi mai dire cose come installare, back-up, algoritmo, machine learning.

Ecco, visto? Ho già ho perso tre visitatrici.

È pur vero che sono diventato un tutor per un corso di informatica obbligatorio nella facoltà di lettere, cosa che mi porterà in effetti a trattare suddetti argomenti davanti a un buon numero di ragazze, tra le quali, presumibilmente, per una pura questione di numeri, anche una percentuale rilevante di ragazze carine, che a quel punto non potranno non restare ad ascoltarmi (a proposito, inizio a fine mese!); ma non vorrei forzare la mano.

Giacché tuttavia parlare di tecnologia — come giustamente mi fa notare Daniele — fa parte in fondo di me, e il blog dovrebbe riflettere ciò che sono, eccomi qui a insultare pesantemente quella merda di HotSync.

HotSync è quel programmino il cui scopo è sincronizzare i contenuti di un palmare basato su PalmOS, la cui funzione ultima è quella di agenda elettronica, con il PC di casa (o dell’ufficio, ça va sans dir), in particolare con il programma Palm Desktop, attraverso il quale un povero pirla dovrebbe essere in grado di gestire gli appuntamenti, i contatti, gli appunti registrati sul palmare.

Addirittura, i più fighi possono sincronizzare direttamente con Outlook in modo da poter gestire con un programma decente e non con una merda semifunzionante.

hotsync-is-a-steaming-pile-of-filth.jpg

Certamente non ho intenzione di trattare in maniera approfondita i concetti basilari di sicurezza informatica, per non annoiare chi legge; tutti possono immaginare però che sia lecito pensare che un’azienda multinazionale che lavora nel campo di Palm sia in grado di sviluppare del software che non richieda privilegi amministrativi per svolgere questa operazione demente.

Sviluppare bene richiede qualche accorgimento in più, che evidentemente, in questa versione di Palm Desktop 6.2 e HotSync 7.0 Vista Compatible1 è stato considerato superfluo.

Tra questi semplici accorgimenti, i programmi non devono scrivere dati in cartelle che non siano quelle dell’utente (”Documenti” e similari, per intenderci).

Nonostante le incredibili makumbe che Vista fa per consentire a questi programmi scritti con il buco del culo di continuare funzionare, alcuni riescono straordinariamente a pisciare comunque fuori dal vaso.

Soluzione, direttamente dal sito Palm: esegui HotSync come amministratore (e anche Palm Desktop e anche Outlook, se no non va una sega).

In pratica è come se per telefonare a un’amica dovessi andare direttamente alla sede di Telecom.

Palm, fai cagare.

Footnotes

  1. È probabile che il mio setup utente standard + utente amministratore avrebbe sfanculato tutto anche sotto XP, quindi il problema vale sempre. Palm, succhi forte. ^top

Saturday, January 17, 2009

Lottiamo per un mondo migliore, senza levare il culo dalla sedia

Ieri l’altro un amico mi chiede che cosa ci troviamo noi giovani in questo FaceBook; insomma, dopo aver visto e di conseguenza apostrofato le amiche ritratte nelle foto con commenti solo da un certo punto di vista apprezzabili per chi li riceve - ma dopo tutto siamo sporchi, pelosi e muschiati maschi, non fatecene una colpa - si interrogava sulla morbosità della cosa, e in ultimo sulla sua utilità.

bad_smile.png

Ora, io potrei anche tentare di fare un’analisi approfondita e del fenomeno sociale e di FaceBook in quanto web application in sé, ma, per parafrasare un grande filosofo, «a noi dell’analisi approfondita e del fenomeno sociale e di FaceBook in quanto web application in sé non ce ne frega un cazzo

Tuttavia, è indubbio che lo strumento FaceBook, come tutti i prodotti della tecnologia possa rivelarsi un’arma a doppio taglio; prima di tutto perché non è bello che tutti i tuoi amici possano mostrare foto compromettenti scattate a tua insaputa, a tutto il resto dei tuoi conoscenti; e nemmeno è molto bello che amici di amici possano vedere quelle foto.

Ma nella sua natura è di poter essere anche uno strumento positivo: può anche rivelarsi un mezzo utile per rendere pubblico il proprio sdegno, unendosi a un gruppo, o a una causa; la Salvezza è a pochi clic del mouse.

Contro la fiera ignoranza dell’italiano medio
Gli elitisti di FaceBook ti invitano in un viaggio nello sdegno e nell’autocelebrazione
CONTRO IL LUSSO E LO SFARZO IN VATICANO
ABBASSO LE CONTRADDIZIONI DEI CATTOLICI! ALSO, CAPS LOCK IS CRUISE CONTROL FOR AWESOME
Campagna contro aumento dell’ iva su Sky
e le ova de struzzo?
Pugno duro contro i mafiosi
Qualcuno si pone domande sull’effettiva utilità del gruppo nella vita reale; non ci è dato sapere se è sopravvissuto
Contro la criminalità organizzata, furti e rapine…
Visto che è gratis, rincariamo la dose

A questo punto invito tutti ad unirsi al gruppo CONTRO LE ROBE BRUTTE: one FB group to rule them all.

Il Mondo è salvo!

Wednesday, October 29, 2008

lol, Cossiga

lolcossiga.jpg

Tuesday, October 28, 2008

Il barbiere di qualità

I barbieri parlano una lingua diversa dal resto dell’umanità

Una lingua dove “spuntatìna” non vuol dire “togliere le punte” e dove “sfoltita” non ha quasi nessun legame con “rendere meno folti”.

Una lingua dove “spuntare” ha un forte legame con il concetto di “togli tre dita” e dove “sfoltire” è straordinariamente vicino a “fatti strada tra i miei capelli con la forbice come con un machete in una foresta di mangrovie”.

Non esiste possibilità. Se il tuo barbiere fa quello che gli hai chiesto o non è un barbiere oppure non esiste.

Non ti disturbare, Trisha. Sai, ormai sono diciassette anni che vado a tagliarmi i capelli dal mio barbiere, il grande Frank.

È forse perché i suoi prezzi sono rimasti uguali? No.

È forse perché mi piace tanto quando appoggia i suoi pettorali flaccidi sulle mie spalle mentre mi fa le basette?

Un po’, sì… ma soprattutto è perché, a differenza tua, fa esattamente quello che gli dico di fare.

Cosa accomuna il barbiere del dr. Cox, il Grande Frank, con il Figaro di Rossini? Sono entrambi personaggi di fantasia.

Note a margine

  • Mi trovo sostanzialmente d’accordo con chi sostenga che tra i vari manifestanti ci sia anche un consistente manipolo formato da inutili ideologisti, oltre che, soprattutto, di fancazzisti; d’altra parte siamo ormai in novembre: è tempo di autogestioni.

    Ma per chi liquida tutto con la frase “il ‘68 è finito” abbiamo una risposta sintetica.

  • La seconda serie platino di Batman è un serio attentato settimanale (settimanale!) alle mie finanze.

    Considerato che esce con il settimanale di Belpietro (cosa che tra l’altro avvale la tesi di chi sostiene che Bats sia di destra), dove scrivono anche Ferrara e Vespa, l’attentato è anche alla mia sanità mentale. Il mio (da oggi anche Cinico) Burbero Edicolante ™ è felice sia dell’uno che dell’altro.

Thursday, July 10, 2008

Il prode Ansedo

Giacché prassi impone
che esame passato
sia verbalizzato
sul proprio libretto,
solerte e al più presto,

con posta a elettrone,
comunico tosto
a chi sia preposto
che quando si possa
di certo io passo.

Arrivami il testo:
«non è un gran problema
noi lo si sistema,
Comelico aspetta,
sia oggi o dimane».

Studente affannato
per prossimo esame,
però non rimane,
ma prende e poi parte:
prepara le carte.

«Giacché son vicino
- già pensa il cretino -
mi prendo un librino
dalla biblioteca
che vantaggio arreca

per fare la tesi.
Ormai son le quattro,
- credendosi scaltro -
mi fermo a studiare,
poi torno più tardi.»

Ma la biblioteca
è tutta un cantiere:
né libri a prestare
ti danno quest’oggi.
Andiamo a firmare.

E il tuo professore
non ha il tuo registro:
lo cerca, il maldestro,
ma poi non lo trova;
«ripassi poi ancora».

E’ pur desolato,
poteva anche dirlo,
vo’ là come un pirla,
e se lo sapevo
a casa restavo.

Non tutto è perduto:
ritiromi a studio,
mi seggo alla sedia,
e mentre Finestra
sul video palesa

Mi accorgo che il cellulo
rimasto è in vettura,
che in fitta radura
lontana è rimasta,
ma dato che costa

è meglio tornare;
benché stipulato
cristalli e anche furto,
se il vetro mi rompo
mi giran comunque.

Così al fine torno,
e per festeggiare
il tempo che ho adesso
lo sbatto nel cesso
per scriver cagate.

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